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Copertine incredibili, giochi da dimenticare: ecco i tre flop più clamorosi
Chi afferma che non va giudicato un libro dalla copertina, dovrebbe rivedere il suo detto. Lo stesso vale, soprattutto, anche nel mondo del videogioco. Spesso e volentieri siamo stati conquistati da copertine spettacolari, salvo poi scoprire che quello che avevamo appena acquistato era tutt'altro che memorabile.
Partiamo da uno dei flop più famosi dell'epoca PlayStation 3: Haze. Nato per essere l'anti-Halo, il titolo shooter esclusiva PlayStation si rivelò in tempo zero un insuccesso commerciale clamoroso. Uscito fra l'hype incontenibile di un'utenza agguerritissima e pronta a darsi battaglia con la controparte Microsoft e quindi Xbox, Haze presentava, su tutto, una copertina semplicemente spettacolare.Un soldato con una visiera gialla fluorescente rotta, che lasciava intravedere il volto di chi c'era sotto. Quasi a sottolineare la volontà di dare un'anima al protagonista, un'identità visiva in netta contrapposizione con il John-117 senza volto di Bungie. Purtroppo la copertina era solo il preludio di un gioco tutt'altro che memorabile: gameplay ripetitivo e povero, trama scontata, IA disastrosa... insomma, un bruttissimo ricordo ed un flop commerciale fragoroso per Sony.
Siamo nell'era della cosiddetta febbre da dinosauri. È il 1998 e abbiamo ancora bene in mente le scorribande della saga di Jurassic Park, con Dino Crisis pronto ad uscire da lì a poco. In questo contesto arriva sugli scaffali Trespasser, titolo che promette di rivoluzionare i giochi in prima persona. DreamWorks Interactive ed EA però, purtroppo, non ne azzeccano mezza.Nonostante la copertina sia ancora oggi una delle più belle e interessanti dell'intera storia del videogioco, Trespass è un colabrodo senza se e senza ma. Nonostante un buon lavoro sul level design e l'IA dei dinosauri, il gameplay risultava troppo legnoso e antiquato, con bug che non permettevano di giocare liberamente
Voliamo al 2013, anno in cui uscì uno dei videogiochi più promettenti e al contempo deludenti di quell'epoca: Alien: Colonial Marines. Un titolo annunciato in pompa magna, spinto da un marketing certosino e con una copertina perfettamente in linea con l'estetica della saga nata nel 1979.Peccato che, sotto sotto, Alien: Colonial Marines altro non era che un chiaro esempio di come non fare un tie-in. Per altre curiosità legate alle copertine del gaming, qui vi abbiamo raccontato le più ingannevoli di sempre.
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