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Microsoft Teams introduce un blocco per i bot nelle riunioni
Microsoft sta introducendo in Microsoft Teams un controllo che consente agli amministratori di impedire ai bot esterni di entrare nelle riunioni. Il blocco preventivo sostituisce il precedente meccanismo, che si limitava a identificare ed etichettare i bot nella lobby, lasciando all’organizzatore la decisione finale. Il rilascio è già iniziato e punta a ridurre la presenza di partecipanti automatici non richiesti.
La nuova policy amministrativa può essere abilitata per singoli utenti oppure per gruppi dell’organizzazione. Microsoft ha scelto di mantenerla disattivata per impostazione predefinita, quindi Teams non applicherà automaticamente un divieto generalizzato ai bot di terze parti. Ogni azienda potrà adottare il controllo in base alle proprie esigenze operative e alle applicazioni collegate alla piattaforma.
Quando la policy è attiva, qualsiasi bot esterno rilevato viene fermato prima dell’ingresso. Il filtro non distingue però automaticamente tra strumenti ostili e servizi autorizzati: anche assistenti IA per le riunioni, applicazioni di trascrizione, componenti per la registrazione e altri add-on legittimi possono essere esclusi. Questa rigidità spiega perché l’attivazione richieda una scelta esplicita dell’amministratore.
Il cambiamento sposta la responsabilità dal singolo organizzatore alla governance centralizzata dell’ambiente Teams. Le protezioni introdotte circa due mesi prima rendevano riconoscibili i bot nella lobby, ma obbligavano comunque una persona a valutarli durante ogni sessione. Il nuovo modello permette invece di applicare la stessa regola a un intero reparto, limitando decisioni incoerenti e interventi manuali.
Il rafforzamento arriva mentre la piattaforma continua a essere sfruttata come punto d’ingresso per attività dannose. Gli attacchi che utilizzano le chat di Microsoft Teams come esca per distribuire malware appartengono a uno scenario diverso, ma mostrano quanto gli strumenti di collaborazione siano diventati centrali nella sicurezza delle riunioni e delle comunicazioni aziendali. La crescita dei partecipanti automatici amplia ulteriormente la superficie da controllare.
Microsoft prepara anche controlli più granulari, comprese allow list dedicate ai bot approvati e registri di audit consultabili dagli amministratori. Le liste consentiranno di mantenere operativi gli assistenti autorizzati senza riaprire indiscriminatamente l’accesso, mentre i log dovrebbero rendere più semplice verificare quali strumenti hanno tentato di partecipare e quali regole sono state applicate.
La distribuzione avverrà gradualmente, con la disponibilità generale prevista entro fine settembre. Poiché la funzione parte disabilitata, il comportamento delle riunioni non cambierà finché un amministratore non interverrà sulla configurazione. Le organizzazioni che utilizzano servizi automatici dovranno quindi identificare i bot indispensabili prima di applicare il blocco su larga scala, evitando di interrompere trascrizioni, registrazioni o riepiloghi già integrati nei flussi di lavoro.
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