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GTA 6, primo sguardo al clamoroso gameplay
Dopo anni di attesa, indiscrezioni e un pizzico di suspense forzata, Grand Theft Auto 6 ha finalmente mostrato al mondo intero il proprio gameplay ufficiale. L'occasione è arrivata grazie a un'estesa anteprima diffusa da Netflix, un formato inedito per Rockstar Games che ha scelto questa piattaforma per svelare 27 minuti di sequenze di gioco dedicate ai protagonisti Jason e Lucia. Se i fan attendevano da tempo dettagli su missioni secondarie, intrecci sentimentali e le immancabili rapine che caratterizzano la saga, a colpire più di tutto è stata la reazione genuina e commossa di chi il gioco lo ha costruito pezzo per pezzo.
Sui social network, decine di sviluppatori Rockstar hanno condiviso in tempo reale le proprie emozioni nel vedere finalmente il proprio lavoro raggiungere il pubblico. Terrance Radcliff, production designer del titolo, ha raccontato di aver assistito alla presentazione insieme ai colleghi come se fossero una famiglia, per poi tornare a casa e riguardarla con quella vera. "I nostri team sparsi in tutto il mondo hanno lavorato con una dedizione incredibile", ha dichiarato, esprimendo orgoglio per l'intero collettivo di sviluppo.
Non meno toccante la testimonianza di Mert Kirimgeri, programmatore grafico che ha rivelato come il suo primissimo videogioco da bambino fosse proprio Vice City, capitolo storico della serie. Per lui poter lavorare oggi su quello che definisce "il gioco più immersivo mai realizzato" rappresenta un onore, oltre a un traguardo tecnico paragonabile a uno dei sistemi informatici più complessi mai concepiti dall'uomo.
Sara Lazzeroni, associate principal 3D graphic artist, ha descritto la visione collettiva del filmato come un momento carico di emozione, con più di un collega commosso fino alle lacrime. Avendo dedicato un quarto della propria vita a questo progetto, la sviluppatrice ha ammesso di non trovare parole sufficienti per descrivere la gioia di vedere finalmente tutto il lavoro prendere forma davanti al pubblico.
Le testimonianze non si sono fermate qui. Emilio López, sviluppatore che si è occupato principalmente di illuminazione dinamica, effetti volumetrici, tecnologie legate alle ombre e ottimizzazione, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando quanto il traguardo del lancio sia ormai vicino. Ross Littlejohn ha parlato di uno sforzo collettivo colossale e monumentale, mentre Sarah Lee si è detta sopraffatta ma orgogliosa di far parte di un team tanto straordinario.
Anche Arthur Medeiros e Steven Trombetta hanno voluto celebrare pubblicamente il percorso compiuto, descrivendolo come lungo ma gratificante, mentre la sviluppatrice Zara ha parlato di stupore genuino nel poter contribuire a un progetto di questa portata. Angel Ortiz Eleguero, programmatore Rockstar, ha ringraziato l'intero team grafico e degli effetti visivi definendolo "la squadra dei sogni", ribadendo come un'opera del genere sia possibile solo grazie all'impegno di centinaia di persone. Bradley Stone, lead game tools programmer, ha aggiunto che per lui questo rappresenta il capolavoro assoluto di Rockstar, pensato appositamente per i giocatori.
Le fughe di notizie, del resto, non rappresentano una novità per il team dietro il gioco, ma negli ultimi tempi sono diventate un problema particolarmente delicato nella fase di lancio. Dal 19 agosto scorso, la rete è stata invasa da filmati provenienti da versioni ancora in fase di sviluppo del titolo, secondo quanto sembra proveniente dalla stessa fonte. Questi video, diffusi con costanza, hanno gettato un'ombra inattesa sia sulla promessa di Rockstar di mostrare il gameplay ufficialmente, sia sull'intera strategia di lancio prevista per novembre.
Dopo aver diramato un comunicato ufficiale in merito alla vicenda, lo studio ha scelto di concentrare tutta l'attenzione sul debutto Netflix, lasciandosi alle spalle la polemica. Lo stesso hanno fatto migliaia di sviluppatori, che pur consapevoli di come il primo sguardo pubblico al gioco fosse ar