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Tides of Annihilation: spettacolarità e caos nell'action fantasy che reinventa Re Artù
Tides of Annihilation unisce miti arturiani e fantasy in un action-adventure visivamente spettacolare, ma con un gameplay a tratti caotico.
Le leggende arturiane si ibridano con il fantasy moderno: ecco come ci viene presentato Tides of Annihilation dai suoi stessi creatori, e va ammesso che come descrizione risulta piuttosto accattivante. Se aggiungiamo poi un comparto artistico e tecnico di un certo spessore, beh, la curiosità cresce a dismisura. La medesima curiosità ci ha accompagnato al grande Booth della Gamescom 2026 dedicato interamente all'action-adventure di Eclipse Glow Games, dove abbiamo potuto testarlo per 45 minuti esatti (un timer con tanto di conto alla rovescia ha scandito inesorabile il tempo a nostra disposizione). Ci siamo trovati dinanzi a un prodotto che cerca la spettacolarità a tutti i costi e decide di essere appariscente in ogni elemento che lo compone, dall'art design fino al sistema di combattimento. E questo è un bene solo in parte.
Nel breve lasso di tempo concessoci ci siamo cimentati in una missione piuttosto lineare, ambientata nei pressi di quel che resta del British Museum, in una Londra ormai sopraffatta da una invasione di creature provenienti da un altro mondo. Qui la protagonista Gwendolyn, in compagnia della giovane Niniane (i nomi risuonano chiaramente nel ricordo di chi conosce i miti arturiani), si avventura all'interno di un edificio decaduto, una volta culla della storia e della cultura di molteplici civiltà.
La prima fase della demo è stata esplorativa, in un'area dalle dimensioni contenute, dove attardarsi giusto per raccogliere qualche risorsa utile, protetta negli immancabili scrigni, o per cercare dettagli nascosti nella bellissima scenografia che fa da sfondo al viaggio della guerriera. Gwendolyn si muove agilmente, sfruttando sia le sue capacità acrobatiche, sia le zipline magiche che fungono da temporaneo collegamento tra una zona e l'altra. Di tanto in tanto, spuntano dei checkpoint sotto forma di altari da attivare, in cui, a ogni riposo, recupereremo le energie e le risorse consumate, potremo teletrasportarci in un'area precedentemente sbloccata, potenziare le armi e personalizzare la nostra dotazione, compresi, come vedremo, i set dei Cavalieri da usare durante gli scontri. Il prezzo da pagare è quello di assistere alla ricomparsa dei nemici che il gioco definisce "comuni", un po' come avviene nei giochi di From Software. Sia ben chiaro però che l'anima di Tides of Annihilation è quella di un action-adventure sfidante sì, ma lontano dalla severità di un souls-like. Insomma, l'avanzamento pare per ora molto guidato, inframmezzato da qualche piccolo puzzle ambientale e dai numerosi combattimenti in cui ci cimenteremo, durante i quali Gwendolyn si esibirà in combo pirotecniche, salti, schivate e contrattacchi. Quest'ultimi si eseguono bloccando col giusto tempismo i colpi più potenti degli avversari (contrassegnati da un'aura di colore rosso), utili a destabilizzarne la guardia così da infliggere maggiori danni.Fin qui tutto nella norma, con un combat system che obbedisce alle regole di un action game dal dinamismo notevole. Il tocco personale di Tides of Annihilation si vede nell'uso dei Cavalieri, i potentissimi alleati che la protagonista può evocare in qualsiasi momento sul campo di battaglia. Perlomeno nella demo, era possibile creare due set diversi composti da altrettanti alleati, per un totale di quattro supporti, da alternare in ogni momento con la semplice pressione della croce direzionale. Quando scendono in campo i Cavalieri, il sistema di combattimento mostra le sue virtù e le sue debolezze.
Quelli di Bedivere, Gaheris, Galvano, Kei e Palamede sono nomi ampiamente noti ai conoscitori delle opere dedicate a Re Artù e ai Cavalieri della Tavola Rotonda. E tornano in Tides of Annihilation nel ruolo di "Phantom Knights", i già citati alleati che Gwendolyn porta con sé nell'avventura. Ciascuno di essi ha caratteristiche e tratti specifici, tra chi - come Kei - è