// TOM'S HARDWARE ITALIA — MONDO
Dare per scontato che ti hanno già bucato, la nuova strategia della cybersecurity
La sicurezza di rete oggi si costruisce partendo da un'ipotesi scomoda: l'attaccante, prima o poi, riesce a entrare. Il perimetro resta necessario, ma la partita vera si gioca dopo, in quello che succede quando qualcuno che non dovrebbe esserci si muove già dentro la rete aziendale. Alessio Fasano, Country Manager Southern EMEA di FireMon, lo spiega così in una puntata dedicata alla sicurezza delle reti aziendali.
Il paragone che usa è domestico: prima si blindava soltanto la porta d'ingresso, oggi si segmentano anche le stanze della casa. Chi entra dalla finestra non deve poter girare per tutti gli ambienti, e il nome tecnico di questo secondo passaggio è la microsegmentazione.
Il messaggio implicito è netto, anche se quasi mai viene detto così: nessun fornitore di sicurezza promette più un perimetro invalicabile, perché nessuno è più nella condizione di garantirlo davvero.
Tom's Hardware ha già raccontato questo cambio di paradigma come strategia a sé: si progetta la difesa assumendo la violazione, non sperando di evitarla. L'intervista a Fasano arriva da un fornitore che vive proprio di questo mercato.
Fasano descrive il meccanismo con un'immagine concreta: un dipendente clicca un link di phishing e il suo portatile viene compromesso. Il vero obiettivo dell'attacco è quello a cui si arriva da lì, un database con dati sensibili, l'ufficio paghe, un conto corrente aziendale.
Il compito della microsegmentazione è impedire proprio questo passaggio, i cosiddetti movimenti laterali. Fasano paragona le regole di rete alle porte tagliafuoco di un edificio, che si chiudono da sole e contengono l'incendio in un'area invece di lasciarlo propagare a tutto lo stabile, lo stesso principio che sta dietro alle strategie di contenimento del ransomware ormai diffuse in tutto il settore.
Per orchestrare queste regole su reti fatte di cloud, uffici e stabilimenti diversi serve un punto di controllo centrale, quella che nel settore si chiama osservabilità: un pannello che raccoglie le informazioni di più fornitori di sicurezza, cloud, endpoint, applicazioni, e le mette in un'unica vista, senza sostituire nessuno di quei fornitori. Fasano insiste che il vantaggio sta nel numero di integrazioni disponibili, non nel rimpiazzare un vendor con un altro.
Chi descrive questo scenario come indispensabile lavora per un'azienda che vende esattamente quel tipo di pannello, tanto che FireMon presenta la propria piattaforma come lo strumento con cui semplificare la conformità alla normativa europea. I fornitori di network security policy management hanno un interesse diretto a presentare la propria categoria come il fondamento di tutta la cybersecurity, più che come un tassello fra tanti. Il meccanismo resta reale, e lo descrivono allo stesso modo anche i concorrenti diretti; l'incentivo, però, va tenuto a mente per il resto del pezzo.
Fasano introduce anche una distinzione che circola sempre di più nei tavoli della cybersecurity, quella fra resilienza e antifragilità. La resilienza è la capacità di ripristinare in fretta i servizi colpiti da un incidente, contenendo il danno invece di subirlo per intero.
L'antifragilità è il passo successivo: usare l'osservabilità raccolta durante l'incidente per correggere le difese, in modo che l'evento successivo, che arriverà comunque, trovi un'azienda diversa da quella che ha subito il primo attacco. La prima si misura in ore di fermo evitate durante il primo incidente, la seconda si misura in quante volte lo stesso errore non si ripete al secondo.