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L'uso dell'IA nei videogiochi potrebbe influire sulle vendite, secondo uno studio
E se l’impatto dell’IA nei videogiochi andasse ben oltre il dibattito creativo ed etico? Un nuovo studio suggerisce che la sua semplice presenza dichiarata potrebbe incidere anche sulle performance commerciali dei titoli.
L’uso dell’IA nello sviluppo è ormai sempre più diffuso e viene impiegato in diversi ambiti, dalla generazione di asset grafici alla revisione dei dialoghi, passando per traduzioni e ottimizzazione del codice. Parallelamente, sulle piattaforme digitali stanno diventando sempre più frequenti le etichette che segnalano l’utilizzo di contenuti generati o assistiti da IA.
Il dato arriva da una ricerca condotta da Ross Burton, PhD e Head of Product and Data presso Game Oracle, che ha analizzato le uscite su Steam nel 2025. Secondo lo studio, circa il 21% dei giochi pubblicati sulla piattaforma include una qualche forma di dichiarazione legata all’uso dell’IA.
Non potendo contare su dati ufficiali di vendita, la ricerca utilizza il numero di recensioni come indicatore delle performance commerciali. Su un campione di circa 10.000 giochi pubblicati tra gennaio e ottobre 2025, emerge un divario costante tra titoli con e senza IA. Nel primo mese dal lancio, i giochi con IA hanno registrato in media quattro recensioni, contro le sette dei titoli privi di IA. Inoltre, circa il 20% dei giochi che dichiarano l’uso dell’IA non ha ricevuto alcuna recensione, con punteggi medi inferiori rispetto alle produzioni tradizionali.
Per ridurre l’impatto di variabili esterne, lo studio ha adottato un modello statistico causale tenendo conto di fattori come esperienza del team di sviluppo, supporto del publisher, genere e finestra di lancio. Il risultato indica che i giochi che dichiarano l’uso dell’IA registrano circa il 53% di recensioni in meno rispetto agli altri.
In uno scenario comparativo tra due progetti equivalenti, un titolo senza IA arriverebbe a circa 100 recensioni nel primo periodo, mentre quello basato sull’IA si fermerebbe intorno a 47.
Secondo Burton, il dato non sarebbe necessariamente legato a un rifiuto diretto della tecnologia, ma anche a una percezione di qualità inferiore quando viene dichiarato un utilizzo significativo dell’IA.
Lo studio evidenzia inoltre una distinzione tra tipologie di sviluppatori. I team indipendenti con budget ridotti sembrano subire un impatto minore, probabilmente perché già penalizzati in termini di visibilità e marketing. A risultare più esposti sarebbero invece gli studi già affermati, dove la presenza dell’IA può incidere maggiormente sulla percezione del pubblico e sulla reputazione del progetto.
Nel complesso, i dati suggeriscono più un effetto legato alla fiducia e alla percezione qualitativa che un rifiuto diretto della tecnologia, con l’IA che diventa un fattore in grado di influenzare indirettamente l’interesse dei giocatori verso un titolo.
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