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Il caldo estremo del 2026 potrebbe essere la norma nel 2100
I 48,4 °C registrati a Orani il 19 luglio hanno segnato il nuovo record assoluto della Sardegna, superando di 0,2 °C il primato regionale del 2023. Temperature eccezionali sono state misurate anche ad Andújar, con 45,1 °C, in Slovacchia, con 42,2 °C, e in Danimarca, dove il termometro ha raggiunto 37 °C. Per il climatologo Jean Jouzel, un’estate europea estrema come quella del 2026 potrebbe essere considerata normale entro il 2100 se la traiettoria delle emissioni non cambierà.
Il caldo si è ripresentato in più ondate dall’inizio della stagione. In Francia, entro il 19 agosto, sono stati classificati complessivamente 52 giorni di ondata di calore. Il Copernicus Climate Change Service ha definito giugno e luglio 2026 il periodo iniziale dell’estate più caldo mai registrato nell’Europa occidentale: la temperatura media ha raggiunto 21,62 °C, ossia 2,79 °C sopra la media del periodo 1991-2020.
Jouzel, già vicepresidente del gruppo scientifico dell’IPCC, ha sottolineato che l’andamento osservato corrisponde alle proiezioni elaborate dalla comunità scientifica negli ultimi trent’anni. Nel suo bollettino climatico di luglio 2026, Copernicus collega l’intensità del caldo anche alla persistenza dell’alta pressione, alla siccità del suolo e a meccanismi di retroazione che riducono il raffreddamento naturale.
La crisi ha coinvolto anche suolo, fiumi e vegetazione. A luglio, vaste aree di Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Austria e Ungheria presentavano livelli di umidità del terreno eccezionalmente bassi, mentre Reno, Senna e Danubio registravano portate ridotte. Siccità e scarsità d’acqua hanno inciso sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sulla produzione energetica. Entro il 12 agosto, gli incendi avevano interessato circa 600.000 ettari nel continente.
Il bilancio sanitario citato da Agence France-Presse supera i 32.000 decessi in eccesso registrati in Europa tra metà giugno e metà agosto. Si tratta di un dato provvisorio, che non equivale automaticamente a 32.000 morti certificate come causate dal caldo. In Portogallo, l’Instituto Nacional de Saúde Doutor Ricardo Jorge e la Direção-Geral da Saúde hanno stimato 680 decessi oltre l’atteso durante tre periodi estivi, concentrati soprattutto tra le persone di almeno 75 anni.
Anche il mare ha accumulato calore: a luglio il Mediterraneo ha raggiunto una temperatura superficiale media mensile record di 27,07 °C. Le anomalie hanno interessato in particolare il bacino occidentale e, più in generale, le acque europee. I dati del 2026 descrivono così lo scenario indicato da Jouzel: senza una riduzione della traiettoria delle emissioni, entro fine secolo estremi oggi eccezionali potrebbero rientrare nella normalità climatica europea.
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