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La NASA premia un nuovo modo di riciclare i rifiuti sulla Luna
La NASA ha assegnato il primo premio della fase 2 della sua competizione sul riciclo lunare a un gruppo del MIT. Il progetto affronta un problema concreto delle future missioni di lunga durata: trasformare tessuti, plastiche, schiume e metalli usati in risorse, riducendo sia i rifiuti accumulati sia la quantità di materiali da trasportare dalla Terra.
Il gruppo, composto da studenti universitari, laureati e dottorandi, ha ricevuto complessivamente 775.000 dollari. La soluzione ha conquistato entrambi i percorsi della LunaRecycle Challenge: quello dedicato allo sviluppo di un prototipo fisico e quello riservato ai modelli virtuali. Il nome completo del sistema è CERBERUZ, acronimo di Composites for Extraterrestrial Recycling By Engineering the Reuse and Upcycling of Zotek.
Il processo parte dalla macinazione dei rifiuti misti fino a ottenere una polvere fine. Invece di richiedere una separazione completa dei diversi materiali, il metodo utilizza componenti come la schiuma Zotek quale rinforzo del materiale riciclato, anziché considerarla una contaminazione da eliminare. Questa impostazione potrebbe semplificare il trattamento degli scarti in un ambiente dove energia, spazio operativo e interventi umani saranno limitati.
La polvere ottenuta diventa una materia prima destinata allo stampaggio a iniezione oppure alla produzione di filamento per la stampa 3D. In prospettiva, un impianto di questo tipo potrebbe convertire imballaggi, elementi protettivi e altri materiali ormai inutilizzabili in nuovi componenti. L'annuncio riguarda però una competizione tecnologica: non dimostra ancora che il sistema sia pronto per funzionare sulla Luna o durante una missione operativa.
Accanto al prototipo, il team ha sviluppato un gemello digitale, cioè un modello virtuale del sistema di riciclo. Questi modelli permettono di simulare operazioni, prestazioni e possibili problemi senza dover riprodurre ogni prova sull'hardware. Nel contesto spaziale possono contribuire alla progettazione e alla valutazione preliminare, ma devono essere verificati attraverso dati sperimentali coerenti.
La fase conclusiva ha riunito 14 squadre finaliste provenienti dagli Stati Uniti presso l'Università dell'Alabama, a Tuscaloosa. I partecipanti, tra studenti, docenti, imprenditori e appassionati di tecnologie spaziali, hanno mostrato i rispettivi prototipi; le squadre che avevano preparato un modello virtuale lo hanno presentato insieme al sistema fisico.
LunaRecycle è una competizione in due fasi da 3 milioni di dollari, organizzata con l'Università dell'Alabama. La prima fase aveva raccolto oltre 1.200 registrazioni, un record nei vent'anni di storia dei Centennial Challenges, e quasi 200 proposte erano state esaminate da 50 giudici. Le candidature della fase 2 dovevano essere distinte da quelle presentate in precedenza.
La gestione del programma fa capo al Marshall Space Flight Center, con il contributo di esperti dei centri Kennedy, Ames e Langley. Oltre alle applicazioni lunari e nello spazio profondo, le squadre erano invitate a considerare possibili impieghi terrestri. Per CERBERUZ, i passaggi successivi richiederanno prove sulla qualità dei prodotti ottenuti, sui consumi e sull'affidabilità del processo in condizioni rappresentative delle missioni.
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