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Starship accende 33 motori, ora punta al suo test più ambizioso
SpaceX ha completato un’accensione statica a durata piena del Super Heavy destinato al prossimo volo di Starship. Sulla rampa di Starbase, nel Texas meridionale, il booster ha acceso contemporaneamente tutti i suoi 33 motori Raptor. La prova rappresenta uno dei principali controlli a terra prima del Flight 14, con il quale l’azienda intende tentare per la prima volta un viaggio orbitale completo del suo sistema di lancio.
Durante un’accensione statica il razzo rimane vincolato alla struttura di prova mentre i propulsori funzionano secondo una sequenza prestabilita. Gli ingegneri possono così verificare l’avvio coordinato dei motori, il comportamento dei sistemi di alimentazione e la risposta complessiva del veicolo. L’espressione “durata piena” indica che il test ha seguito il profilo temporale previsto, ma non sostituisce le verifiche necessarie prima dell’autorizzazione al lancio.
Il booster è stato provato dopo lo stadio superiore che volerà nel Flight 14. Nei giorni precedenti, SpaceX aveva infatti acceso tutti i sei motori dello Ship, il veicolo alto circa 52 metri installato sopra Super Heavy. La finestra di lancio è attesa indicativamente intorno a metà settembre, anche se la programmazione può ancora cambiare in base alle analisi tecniche e alle autorizzazioni richieste.
Il passaggio a un primo volo orbitale introduce obiettivi più complessi rispetto alle precedenti traiettorie suborbitali. Un nostro approfondimento ha già esaminato la precedente accensione dei Raptor e la centralità della prova in orbita. Raggiungere una traiettoria orbitale richiede che propulsione, guida e separazione degli stadi operino correttamente lungo una sequenza estesa, senza che il successo del test a terra possa garantirne automaticamente l’esito.
Secondo il piano descritto, lo Ship dovrebbe anche rilasciare in orbita un gruppo di satelliti operativi Starlink V3. Nel Flight 13 erano già stati dispiegati 20 esemplari della nuova generazione, ma lungo una traiettoria suborbitale: i satelliti sono quindi rientrati poco dopo nell’atmosfera terrestre. Il nuovo tentativo dovrebbe verificare se Starship può trasformare una dimostrazione di dispiegamento in una missione orbitale effettiva.
Anche la NASA segue lo sviluppo del veicolo, scelto in una versione modificata come lander lunare con equipaggio per il programma Artemis. I piani citati prevedono prima un impiego dello Ship nell’ambito di Artemis III in orbita terrestre e successivamente un allunaggio con Artemis IV. Sono traguardi subordinati all’esito delle prove e allo sviluppo delle tecnologie necessarie; l’agenzia ha inoltre selezionato il lander Blue Moon di Blue Origin come seconda soluzione.
L’accensione dei 33 Raptor chiude dunque un passaggio preparatorio, non l’intera campagna di qualificazione. Prima del decollo restano l’esame dei dati raccolti, la configurazione finale del veicolo e i controlli sulla rampa. Sarà il Flight 14 a mostrare se Starship è pronta a passare dai voli sperimentali suborbitali a una missione capace di raggiungere l’orbita e collocare carichi utili operativi.
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