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Mac mini e Mac Studio: il pieno di ordini grazie all’AI spiazza Apple
In casa Apple, i nuovi Mac arrivano tradizionalmente in autunno, tra ottobre e novembre. Quest’anno, l’azienda ha sfoderato i suoi Mac mini M6 e Mac Studio M5 Ultra già il 25 agosto, due settimane prima del grande keynote dedicato all’iPhone. Secondo The Information, questo calendario anticipato avrebbe una spiegazione semplice: l’appetito delle aziende per l’hardware AI di Apple talmente forte da aver colto la stessa azienda di sorpresa.
Il fenomeno covava da mesi. Grazie alla loro generosa memoria unificata e ai consumi contenuti, Mac mini e Mac Studio si sono imposti come macchine d’elezione per eseguire modelli AI in locale. Apple ha finito per abbracciare la tendenza, l’azienda mette ormai in primo piano la possibilità di collegare più Mac Studio in cluster per formare un unico sistema capace di far girare modelli di grandi dimensioni. A giugno, un evento battezzato “Business at the Park” avrebbe già riunito dirigenti di Ford, Disney e Anthropic attorno a questi utilizzi, con un Mac mini presentato come protagonista.
Il rovescio della medaglia del successo? Configurazioni esaurite per mesi, aggravate dalla crisi generale della RAM. Le nuove macchine, disponibili a partire dal 22 settembre, non sfuggono all’inflazione dilagante. Il Mac Studio parte da 2.999 euro nella versione M5 Max, sale a 6.599 euro in versione M5 Ultra e supera abbondantemente i 20.000 euro con tutte le opzioni selezionate. Il prezzo di un’auto, per un dispositivo che sta nell’angolo di una scrivania.
La parte più sorprendente del rapporto riguarda l’impreparazione dell’azienda. Apple non disporrebbe né di un team di ingegneria dedicato ai clienti professionali, né di personale incaricato delle relazioni con gli sviluppatori su questo segmento, né di una vera e propria strategia AI per le imprese. Alcune società che si sarebbero presentate per acquistare l’accesso a Private Cloud Compute, l’infrastruttura proprietaria di calcolo riservato, sarebbero state addirittura respinte.
Piuttosto che costruire questa offerta internamente, Cupertino si affiderebbe a partner come WebAI e Mount Thor, che sviluppano strumenti e ambienti di esecuzione AI su hardware Apple. Nel frattempo, una parte dei clienti più impazienti starebbe guardando al DGX Spark di Nvidia, un mini-PC dedicato all’AI lanciato a fine 2025 con dimensioni simili a quelle del Mac mini. Ironia della sorte? Apple, che ha trascorso un decennio a corteggiare i creativi, scopre un mercato professionale pronto a firmare assegni… e lo lascia in attesa nell’anticamera.