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Dal 2027 cambiare fornitore cloud sarà gratis per legge (grazie Europa)
Un articolo di opinione attribuisce all'intelligenza artificiale il merito di aver rotto il vendor lock-in nel cloud enterprise. L'argomento è tecnico: 220 miliardi di righe di codice COBOL ancora attive nel 43% dei sistemi bancari renderebbero la migrazione un lavoro da 18 a 24 mesi che solo oggi l'AI accorcerebbe. Il pezzo lo sostiene così, il 31 agosto 2026, riprendendo entrambe le cifre da una survey del 2017 e scambiando un acceleratore tecnico per la causa di un cambiamento fissato per legge nel 2027, e in quel modo nessun regolatore incassa il merito.
Chi ha firmato un contratto cloud negli ultimi due anni ha già visto la clausola sull'egress diventare una data di scadenza. Il Data Act europeo abolisce i costi di switching e di data egress per i clienti cloud a partire dal 12 gennaio 2027, dopo un regime transitorio partito l'11 gennaio 2024 in cui i fornitori possono ancora addebitare le spese effettivamente sostenute. La norma copre IaaS, PaaS e SaaS, e colpisce la voce che trattiene un cliente più della complessità tecnica.
Quello che cade è il prezzo che il fornitore mette sull'uscita, e da quella data il diritto d'uscita diventa pieno. Dal 2027 il conto dell'egress sparisce dal contratto, il cantiere della migrazione resta intero.
watsonx Code Assistant for Z di IBM promette di trasformare codice COBOL in Java "in minuti, non mesi", con test generati per verificare l'equivalenza semantica. Il caso che IBM porta, quello di NOSI, mostra una riduzione del 94% nel tempo di analisi del codice superfluo, da otto ore a mezz'ora, e del 79% nel tempo di comprensione delle applicazioni complesse, da 24 a 5 ore. IBM si ferma a due percentuali sull'analisi, senza dichiarare un tasso di accuratezza sulla trasformazione.
Sono numeri sulla fase che precede la riscrittura vera e propria. La stima di 18-24 mesi o più per portare a termine la migrazione di un core banking resta quella dell'articolo di partenza: il tempo lungo è quello del collaudo, dei test di conformità e del passaggio dei dati in produzione, fasi che un assistente di codice tocca solo di striscio.
Un cantiere di quella durata resta un investimento in system integrator specializzati, e modernizzare il mainframe è una voce di bilancio prima che una scelta tecnica. È lo stesso codice che regge ancora oggi un linguaggio vecchio di 60 anni dentro il sistema bancario, e nessuno standard sugli strumenti AI lo tocca da solo.
Anthropic ha introdotto il Model Context Protocol il 25 novembre 2024 come standard aperto per collegare gli assistenti AI alle fonti dati, al posto dell'integrazione punto a punto che moltiplicava il lavoro per ogni combinazione di strumento e modello. Il 9 dicembre 2025 il protocollo è passato a una fondazione neutrale sotto la Linux Foundation, con Anthropic, Block e OpenAI come co-fondatori e Google, Microsoft, AWS e Cloudflare fra i sostenitori.
Standardizzare gli strumenti è una cosa diversa dallo standardizzare i dati. Il protocollo definisce come un agente AI usa gli strumenti di lavoro e parla con un database. Il formato in cui quei dati restano scritti dentro il sistema legacy resta lo stesso.
A decidere è stato il regolatore europeo, dopo anni in cui la dipendenza tecnologica era il prezzo d'ingresso. A incassare per primi sono i vendor di migrazione, IBM in testa con un prodotto commerciale costruito attorno a questo passaggio, e i cloud provider che sul prezzo dell'uscita non avranno più niente da difendere.
Chi paga è chi firma l'assegno al system integrator. La barriera economica cade per tutti nello stesso giorno, la barriera tecnica no. I tre anni di transitorio sono tempo di preparazione per chi ha un budget di migrazione e tempo perso per chi non lo ha, e quando la clausola sparirà dai contratti i secondi si troveranno liberi di andarsene senza poterlo fare.