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I Mac mini si vendono come il pane, se li comprano tutti OpenAI e Anthropic
Anthropic e OpenAI stanno facendo incetta di Mac mini, comprandoli direttamente o affittandoli tramite AWS, come riporta The Information, citando fonti anonime. L’obiettivo sarebbe un grande sforzo di Reinforcement Learning (RL), mirato a ottenere agenti AI migliori nell’usare il computer degli utenti.
Le due aziende starebbero quindi comprando i famosi computer marchiati Apple per fare da palestra per la prossima generazione di agenti.
E sarebbe comprensibile, perché nel cosiddetto computer use gli agenti attuali non se la cavano molto bene. Devono fare schermate per capire cosa è mostrato, cercare di capire come è fatta la GUI e poi usare il mouse per interagire. E ricominciare dopo il click.
Il risultato è un’interazione lenta e impacciata, che costa moltissimo in termini di token
Nessuna delle tre aziende coinvolte, OpenAI, Anthropic e AWS, comunque ha dato conferme. E il fatto che le fonti citate siano anonime impone almeno un po’ di cautela, fermo restando che The Information è tra i magazine più autorevoli al mondo.
Quanto ai computer in questione, parliamo delle stesse macchine in vendita al pubblico, compreso il Mac mini con chip M6 che Apple ha presentato pensando anche all'AI sul desktop. Comprare al dettaglio, migliaia di pezzi alla volta, è già di per sé un'informazione: dice che per qualche ragione i laboratori hanno preferito non rivolgersi direttamente ad Apple per una fornitura.
Nel trimestre chiuso a fine giugno i ricavi Mac hanno raggiunto 10,4 miliardi di dollari, il 29% in più dell'anno precedente: il miglior trimestre di giugno mai registrato per il prodotto. Cook ha attribuito quella spinta a "un ciclo di prodotto iPhone e Mac fortissimo, che ha generato una domanda superiore alle attese". In quel momento probabilmente si pensava a normali consumatori, non ad acquisti enormi da parte delle aziende AI.
Non appena la notizia ha iniziato a circolare il titolo Apple ha visto un forte rialzo.
Nella stessa call, Cook ha inquadrato così lo squilibrio tra domanda e offerta: "È una questione di previsione della domanda, un problema diverso dal solito intoppo di fornitura." La causa che Apple riconosce è un errore nella stima della domanda, secondo l'unica spiegazione resa pubblica finora.
Ma lo squilibrio è dovuto anche al fatto che i produttori di memoria preferiscono il mercato b2b, in particolare i server, rispetto al mercato consumer: lo conferma un'analisi di settore di inizio luglio 2026. La stessa pressione ha svuotato il primo lotto degli RTX Spark di NVIDIA, la scheda pensata per portare l'AI in locale su PC e laptop, e il DGX Spark aveva già subito un rincaro per lo stesso motivo a inizio anno.