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NVIDIA apre le sue GPU al mondo dei processori RISC-V
NVIDIA ha illustrato il percorso necessario per consentire ai processori RISC-V di operare come CPU host delle sue GPU: la presentazione definisce requisiti tecnici per integrare la nuova architettura nelle piattaforme CUDA e NVLink Fusion. Accanto ai sistemi x86 di Intel e AMD e alle soluzioni Arm, si prepara così una terza opzione per i futuri server accelerati.
Nel modello descritto dall'azienda, le applicazioni CUDA dividono il lavoro tra CPU e GPU. Le funzioni più adatte al calcolo parallelo vengono eseguite sulla GPU, mentre il processore host gestisce il codice sequenziale, i servizi di sistema e i componenti non accelerati. Il software deve quindi combinare librerie, driver e strumenti NVIDIA con l'ecosistema disponibile per l'architettura della CPU.
Il primo livello di compatibilità passa dal profilo RVA23 e dalla specifica RISC-V Boot and Runtime Services. NVIDIA richiede inoltre standard di piattaforma già comuni nei server, compreso ACPI. Il supporto a RISC-V è arrivato con ACPI 6.6 nel 2025, seguito pochi mesi dopo dalla specifica dedicata ai servizi di avvio e runtime: una base ancora giovane, ma già sufficientemente definita per impostare il lavoro di integrazione.
Un altro requisito riguarda la coerenza PCIe gestita dall'hardware, necessaria per evitare continue operazioni di svuotamento e invalidazione delle cache durante il trasferimento dei dati. NVIDIA prevede anche comunicazioni peer-to-peer, grazie alle quali una GPU può scrivere direttamente nella memoria di un'altra senza passare dalla RAM del sistema.
Il livello successivo è NVLink Fusion, pensato per collegare CPU personalizzate e acceleratori attraverso NVLink C2C. L'interfaccia utilizza la coerenza CHI e permette ai due processori di accedere alla memoria secondo una architettura unificata. Il riferimento progettuale è Vera Rubin: una piattaforma AI sviluppata con sette chip e cinque rack, nella quale il dominio NVL72 riunisce 72 GPU tramite collegamenti interamente in rame.
Le CPU RISC-V destinate a NVLink Fusion dovranno rispettare tutti i requisiti CUDA e aggiungere un collegamento C2C ad alta velocità, circa 88 linee PCIe e il supporto a componenti software come DOCA e NCCL. SiFive è stata indicata come partner RISC-V per questa iniziativa, anche se non sono stati comunicati modelli di processore, finestre di lancio o configurazioni commerciali definitive.
La diffusione su larga scala potrebbe richiedere ancora circa due generazioni di prodotto. Nel frattempo, RISC-V dovrà dimostrare di poter offrire la maturità di piattaforma, la coerenza e la banda richieste dai server multi-GPU. NVIDIA utilizza già questa ISA in alcuni controller di basso livello, ma il progetto presentato a Hot Chips riguarda un salto differente: portarla nel ruolo centrale di CPU host per sistemi CUDA e infrastrutture AI.
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