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Addio agli 1,5 °C? L’ONU alza l’allarme sul riscaldamento globale
Il UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ha riconosciuto che l’attuale traiettoria delle emissioni non appare più compatibile con il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 °C. Nel rapporto diffuso di recente, l’ente stima che lo scenario più favorevole raggiungibile lungo questo percorso porterebbe la temperatura media del pianeta a circa 1,8 °C sopra i livelli preindustriali nel corso del secolo.
Il dato segna un cambio di tono rispetto alla formula adottata per anni nei negoziati internazionali. Con l’Accordo di Parigi del 2015, quasi 200 Paesi si erano impegnati a mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2 °C, cercando al tempo stesso di limitarlo a 1,5 °C. Ancora al vertice di Glasgow del 2021, l’obiettivo politico dichiarato era mantenere quella soglia alla portata dei governi.
Il pianeta ha già superato 1,5 °C sopra i livelli preindustriali nel 2024, ma quel dato si riferisce a un singolo anno. Il limite concordato a Parigi riguarda invece una media di lungo periodo, utile a distinguere la tendenza climatica dalle oscillazioni annuali. Secondo le valutazioni richiamate nel rapporto, anche questa media dovrebbe oltrepassare la soglia entro la fine del decennio.
La soglia non rappresenta un interruttore capace di trasformare improvvisamente il sistema terrestre. Le analisi dell’IPCC mostrano però che i rischi aumentano con ogni ulteriore decimo di grado: ondate di calore, eventi estremi e perdite negli ecosistemi diventano progressivamente più probabili o più intense. Cresce inoltre la possibilità di raggiungere punti critici climatici oltre i quali alcuni cambiamenti potrebbero diventare molto difficili da arrestare.
La direttrice esecutiva dell’UNEP ha attribuito il ritardo alla lentezza dell’azione collettiva: i governi conoscevano da tempo la portata dei tagli necessari, ma non li hanno realizzati con sufficiente rapidità. Le concentrazioni di gas serra hanno così continuato ad aumentare, restringendo lo spazio disponibile per rispettare il limite senza un calo delle temperature dopo un temporaneo superamento.
La stima di 1,8 °C non costituisce quindi una previsione inevitabile, né autorizza a considerare equivalenti tutti gli scenari superiori a 1,5 °C. Dipende dalle politiche e dalle riduzioni effettivamente realizzate. Accelerare la decarbonizzazione può ancora limitare l’entità e la durata del superamento, mentre nuovi ritardi spingerebbero il pianeta verso livelli di riscaldamento maggiori e conseguenze più difficili da gestire.
Il cambio di linguaggio dell’ONU sposta infine l’attenzione dalla semplice difesa di una soglia alla quantità di riscaldamento che può ancora essere evitata. Ridurre rapidamente le emissioni resta essenziale, ma diventa sempre più urgente anche rafforzare l’adattamento climatico: infrastrutture, città, sistemi sanitari ed ecosistemi dovranno affrontare condizioni più calde anche nello scenario descritto come più favorevole.
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