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DeepSeek sceglie 160.000 chip Huawei, ma NVIDIA resta essenziale
DeepSeek avrebbe ordinato 160.000 acceleratori Huawei Ascend 950DT per alimentare un data center da 1 GW nella Mongolia Interna. La commessa sposta verso un fornitore cinese una parte consistente dell'infrastruttura destinata ai modelli AI, restringendo ulteriormente lo spazio commerciale disponibile per NVIDIA nel mercato locale.
Considerando un prezzo indicativo di 111.000 yuan, circa 16.000 dollari per acceleratore, l'operazione potrebbe raggiungere 2,56 miliardi di dollari. Il costo unitario rimane confrontabile con quello delle NVIDIA H20, proposte nella fascia compresa fra 15.000 e 25.000 dollari: la decisione non sembra quindi dipendere soltanto dal prezzo.
Il principale limite riguarda la produzione. Huawei riuscirebbe a realizzare soltanto poche centinaia di migliaia di Ascend 950DT all'anno, una capacità che potrebbe richiedere fino a dodici mesi per completare la fornitura. DeepSeek avrebbe accettato questo possibile ritardo pur di costruire il nuovo impianto attorno a una piattaforma nazionale.
L'ordine sarebbe indirizzato soprattutto all'inferenza AI, sebbene l'acceleratore possa gestire anche addestramento e decodifica. Il chip utilizza l'architettura DaVinci v3 sviluppata da Huawei ed è prodotto con il processo N+3 di SMIC, appartenente alla classe avanzata dei 7 nanometri.
Ogni acceleratore integra 144 GB di HBM HiZQ 2.0, con una banda dichiarata di 4,0 TB/s e collegamenti tra chip capaci di 2,0 TB/s. Sono supportati formati a precisione ridotta come FP8, FP4 e HiF8, pensati per aumentare l'efficienza nell'esecuzione dei modelli linguistici e degli altri carichi generativi.
Huawei impiega il chip anche nell'Atlas 950 SuperPoD, infrastruttura capace di collegare fino a 8.192 acceleratori e raggiungere 8 EFLOPS di picco. L'autonomia hardware resta però incompleta: un'installazione DeepSeek sostenuta da due sistemi NVIDIA DGX dimostra come le piattaforme occidentali continuino a essere operative nell'ecosistema dell'azienda.
Lo stesso Liang Wenfeng, amministratore delegato di DeepSeek, aveva riconosciuto un divario considerevole: quattro GPU Huawei sarebbero necessarie per eguagliare una piattaforma GB300, con un ritardo tecnologico stimato in due anni. NVIDIA rimane quindi il riferimento prestazionale, anche se Huawei può compensare parte dello svantaggio attraverso sistemi molto estesi e una filiera maggiormente controllabile in Cina.
La Mongolia Interna sta intanto diventando uno dei poli della nuova capacità di calcolo cinese grazie al clima freddo e arido e alla disponibilità di energia solare. In un impianto Alibaba della regione, l'elettricità costa fra 0,32 e 0,35 yuan per kWh; ByteDance starebbe inoltre valutando altri 5-6 GW, mentre la costruzione di un singolo gigawatt può richiedere circa 23,8 miliardi di dollari.
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