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OpenAI Astra, il nuovo modello batte tutti i record
OpenAI ha classificato Astra, il suo modello più recente, come primo sistema a superare la soglia "critical" nella categoria cybersicurezza della propria struttura di valutazione interna dei rischi: nei test interni il modello ottiene il 100% su ExploitBench, scopre da solo due vulnerabilità zero-day e le incatena fino a un accesso root su sistemi definiti "hardened". A giudicare la soglia è OpenAI stessa, attraverso valutazioni e test proprietari, un dettaglio che nella cronaca dei giorni successivi tende a scomparire. Lo stesso schema, con gli stessi criteri interni, è descritto nel documento tecnico che OpenAI ha pubblicato per accompagnare il lancio.
Tre giorni prima, l'accesso alle funzioni cyber più avanzate era riservato a un gruppo ristretto di alpha tester, proprio perché il modello veniva descritto come troppo capace per una distribuzione ampia. Il 6 settembre Astra comincia invece a comparire per tutti gli abbonati Plus da 20 dollari al mese, dentro i limiti d'uso già inclusi nel piano. La stessa azienda che ha scritto la soglia di rischio aveva sciolto a luglio il team Preparedness, il gruppo nato nel 2023 apposta per valutare questo tipo di minacce, distribuendone i compiti fra unità interne senza un supervisore unico.
I documenti tecnici pubblicati da OpenAI mostrano soprattutto cosa il modello fa da solo, oltre al punteggio finale. Su un browser e un sistema operativo dichiarati "hardened", Astra ha costruito una catena di compromissione completa che è uscita dalla sandbox ed eseguito comandi sull'host, e su un altro bersaglio ha unito più vulnerabilità in una scalata di privilegi da utente senza permessi fino a root.
Tom's Hardware aveva già raccontato lo stesso copione a proposito di altri annunci simili: l'azienda che vende il modello resta l'unica a misurarne la pericolosità, in assenza di un secondo laboratorio che confermi il numero.
Quello sciolto a luglio non è il primo. Il team Superalignment, nato nel luglio 2023 con un impegno del 20% della potenza di calcolo dell'azienda, è saltato nel maggio 2024 pochi giorni dopo le dimissioni dei suoi due responsabili, Ilya Sutskever e Jan Leike. Il team AGI Readiness, guidato da Miles Brundage, si è sciolto nell'ottobre 2024 dopo l'uscita dello stesso Brundage, e il team Mission Alignment, nato a settembre 2024, è durato sedici mesi prima di essere smontato a febbraio 2026, con il suo responsabile spostato su un ruolo di "chief futurist" senza autorità operativa.
Preparedness è la quarta squadra dedicata alla sicurezza smantellata da OpenAI. La sequenza si chiude in poco più di due anni, proprio nei mesi in cui l'azienda pubblica la classificazione di rischio più alta mai assegnata a un proprio modello.
L'accesso alle capacità cyber più avanzate era riservato a un gruppo selezionato fino ai primi di settembre, e il 6 settembre, tre giorni dopo, OpenAI ha iniziato a far comparire Astra dentro l'abbonamento Plus, senza un piano separato da acquistare: l'uso rientra nei limiti già compresi nei 20 dollari al mese, con crediti aggiuntivi solo per chi supera quella soglia. Il rollout procede a scaglioni, prima su ChatGPT Work e poi sul resto degli account.
Nello stesso giro di comunicati, Thibault Sottiaux, a capo di tutti i prodotti core di OpenAI, ha scritto sul proprio account personale che l'uso interno di Astra ha fatto salire tanto la produttività del suo team da anticipare di sei mesi alcuni piani, portandoli al DevDay invece che a metà del prossimo anno. È un post personale di un dirigente, senza numeri a supporto: resta fuori da qualunque dato pubblicato dall'azienda o metrica misurabile da fuori.
OpenAI ha dichiarato nello stesso periodo di aver raggiunto l'obiettivo di un "research intern" automatizzato, un sistema capace di portare avanti da solo compiti di ricerca che a un ricercatore esperto richiederebbero alcuni giorni. La misura che lo sostiene, 3,1 agent-workday per ogni giornata lavorativa umana di otto ore, viene interamente da conteggi inte