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CD e vinili tornano a crescere, rinasce la musica su supporto fisico
Non ci sono dubbi sul fatto che lo streaming sia diventato la colonna portante dell’industria discografica: senza i proventi di piattaforme come Spotify, major, etichette indipendenti e artisti si troverebbero ad affrontare una profonda crisi. Al tempo stesso, si registra però un fenomeno che definire di nicchia è ormai quantomeno riduttivo, quello relativo alla crescita del supporto fisico. Molti hanno ricominciato ad acquistare CD e vinili (a dire il vero, c’è chi non ha mai smesso) e a certificarlo sono i dati delle vendite negli Stati Uniti pubblicati da RIAA.
Nel comunicato della Recording Industry Association of America si legge di un +25,9% delle entrate nella prima metà del 2026, in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente. Scendendo ancora più nello specifico, i CD sono letteralmente esplosi con un +58,6%, mentre i vinili si sono fermati a +17,7%. Vale a dire che per i 33 e 45 giri la passione è già riesplosa da tempo, anche in Italia.
La tendenza può essere collegata ad alcuni fattori facilmente identificabili. Uno è relativo al continuo aumento dei prezzi per gli abbonamenti allo streaming. Chi non vuole dover fare i conti con le interruzioni pubblicitarie e le limitazioni in termini di funzionalità si trova a dover sborsare cifre non indifferenti ogni mese. Inoltre, sta crescendo quella che può essere descritta come una sorta di avversione al digitale, manifestata di recente anche in ambito gaming con le proteste che hanno preso di mira Sony e la sua decisione di dire addio ai giochi PlayStation su disco.
In generale, si sta avvertendo il desiderio di recuperare un rapporto tangibile con il supporto musicale, una modalità di interazione con l’opera quasi del tutto sconosciuta alle nuove generazioni, cresciute ascoltando brani su Spotify, YouTube o scorrendo i feed dei social, quasi mai considerando un intero lavoro discografico nel suo insieme, limitandosi alla riproduzione compulsiva di un brano, talvolta di un suo estratto. Questo riporta in auge anche il concetto di possesso, per anni accantonato a favore delle sottoscrizioni agli immensi cataloghi delle piattaforme.
Come già scritto, la crescita di CD e vinili è da collocare in uno scenario che vede comunque lo streaming fare la voce grossa. Da gennaio a giugno, negli USA ha generato entrate per 4,9 miliardi di dollari, +4,7% in un anno. Gli abbonati paganti hanno contribuito con 3,4 miliardi (+6,4%). In rialzo del 18,2% anche i proventi della musica su licenza, quella concessa in uso a cinema, televisione, pubblicità e altri media digitali.