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RAM cinesi per Apple? CXMT apre a nuove collaborazioni
CXMT apre alla possibilità di collaborare con grandi clienti internazionali, alimentando le ipotesi di una fornitura di memoria ad Apple. La disponibilità espressa dal produttore cinese arriva mentre Cupertino starebbe valutando il suo coinvolgimento nella catena di approvvigionamento.
Per Apple, una possibile intesa avrebbe anche una funzione negoziale. Affiancare un nuovo interlocutore ai fornitori consolidati potrebbe offrire margine nelle trattative periodiche sul costo delle memorie.
Il produttore cinese sta intanto ampliando la propria capacità produttiva. I piani indicati prevedono di raggiungere entro fine anno 300.000 wafer al mese attraverso tre fabbriche DRAM da 300 millimetri, ciascuna con una capacità di circa 100.000 wafer mensili. Due ulteriori impianti in costruzione a Shanghai e Hefei dovrebbero portare il totale a 600.000 wafer al mese. Sono obiettivi di espansione, da distinguere dai volumi effettivamente disponibili per nuovi ordini.
Sul fronte tecnologico, CXMT produce già in serie LPDDR5X e avrebbe avviato anche la produzione di LPDDR6. Sono memorie a basso consumo, una caratteristica centrale nei dispositivi alimentati a batteria. Il passaggio a una nuova generazione amplia le possibilità commerciali del produttore, che potrebbe attirare l'attenzione dei brand più blasonati.
L'espansione comprende inoltre le memorie ad alta banda: CXMT punta ad avviare la produzione in volume di HBM3 entro fine anno, con una capacità dedicata alle HBM prevista intorno a 50.000 wafer mensili. È il segmento legato anche agli acceleratori per l'intelligenza artificiale, nel quale i rapporti con i grandi clienti influenzano le prospettive dei produttori, come mostra il ruolo di NVIDIA nel rilancio dei chip Samsung.
Per migliorare le caratteristiche dei transistor, CXMT starebbe inoltre adottando la tecnologia HKMG, ossia High-k Metal Gate. L'approccio combina un materiale isolante ad alta costante dielettrica con un gate metallico, contribuendo a contenere le correnti di dispersione. L'obiettivo è migliorare l'efficienza energetica e sostenere frequenze più elevate, affrontando alcuni dei limiti che emergono con la miniaturizzazione dei processi produttivi.
Resta però il vincolo della disponibilità: la capacità di CXMT risulterebbe già prenotata fino al 2027, con un utilizzo degli impianti del 95%. L'eventuale collaborazione potrebbe quindi coprire soltanto una parte della domanda Apple destinata al mercato cinese.
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