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Abbiamo giocato a The Defiant: un FPS classico che punta al realismo
The Defiant propone un intenso dramma bellico interattivo sul secondo conflitto sino-giapponese, offrendo gameplay lineare, realismo e modalità online PVE.
Quello imbastito da The Defiant è il racconto del secondo conflitto sino-giapponese che, a partire dagli anni 30 del Novecento, si è concluso in concomitanza con la Guerra Mondiale nel 1945. La narrazione che il gioco sviluppato da Hoothanes e prodotto da 4Divinity intende portare avanti ha l'intensità di un dramma bellico visto dagli occhi di soldati semplici.C'è spazio dunque per il patriottismo e la sofferenza, nonché per la strenua resistenza di un manipolo di uomini che lotta per la propria vita e la propria terra. Un po' di retorica e di cliché di genere, insomma. Non che ci sia qualcosa di male, a patto che simili tematiche vengano inscenate con la giusta sensibilità. Una sensibilità che speriamo di ritrovare nel gioco completo, e che nella demo testata alla Gamescom 2026 non ha trovato spazio per emergere. Se si esclude un comparto narrativo che abbiamo a malapena sfiorato e su cui è meglio pertanto non pronunciarsi, infatti, la versione di prova si è concentrata tutta sul gameplay, catapultandoci nel bel mezzo di un assalto. Sul versante del gameplay l'impatto è quello di un Call of Duty con ancora delle considerevoli rifiniture da applicare alla formula ludica.
Preso il pad e trovatici all'interno di un territorio innevato, con i soldati giapponesi pronti a ucciderci a vista, non abbiamo avuto tempo per tergiversare: recuperate le armi disponibili, sulla cui ricostruzione il team sembra essersi impegnato moltissimo al fine di restituire quanta più verosimiglianza storica possibile, ci siamo tuffati al di là del rifugio per eliminare ondate e ondate di avversari, in un'area piuttosto lineare.
Il peso delle bocche da fuoco e il loro rinculo sembrano ricreati con attenzione, anche a fronte di un time to kill rapidissimo (bastano pochissimi colpi per uccidere ed essere uccisi), però nel complesso durante la demo abbiamo avvertito una serie di incertezze legate all'intelligenza artificiale, con qualche squilibrio nel grado di sfida. In generale, i bersagli non eseguono manovre, non entrano in copertura e, una volta sotto tiro non fanno altro che restare imbambolati con l'obiettivo di trivellarci di colpi. Ci auguriamo che nelle build più avanzate ci sia un lavoro di fino sull'IA che possa quantomeno provare a stimolare approcci differenti, che ci spronino a compiere azioni diverse dall'avanzare a testa bassa quando i soldati sono pochi e dal restare fermi in copertura quando arrivano le ondate a oltranza.Nella demo dovevamo semplicemente muoverci da un punto all'altro della zona di guerra, fino a proteggere un piccolo fortino di fortuna dall'aggressività nemica. Provando a muoverci un po' al di fuori dei confini prestabiliti dal limitato perimetro d'azione, siamo stati uccisi senza nemmeno capire da dove venissero i colpi. Abbiamo più volte provato ad adottare strategie alternative nel corso dell'oretta di prova (la demo durava a malapena 20 minuti, quindi abbiamo avuto tempo per rigiocarci), tuttavia senza successo alcuno: c'era un copione da seguire. Un approccio simile può anche andar bene in uno shooter che ha l'ambizione di essere un prodotto story-driven dallo stile cinematografico; ciò che però dovrà essere sistemato sarà necessariamente il comportamento degli ostili, perché altrimenti tutto finirà per risolversi in un banale tiro al bersaglio.
Resta da vedere ovviamente in quali e in quante situazioni il team deciderà di catapultarci, sempre mantenendo i toni realistici di cui si fregia. The Defiant è un dramma bellico interattivo, e se ci sarà spazio per la spettacolarità, questa sarà comunque asservita alle esigenze della narrazione.
Intervistati in merito alla durata del gioco e alle tipologie di missioni che ci aspettano, il team ci ha rivelato che il suo shooter si comporrà di circa 4 grossi episodi, ciascuno vissuto da un punto di vista differente. S