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Sospetto furto di segreti sui chip BelGaN, arrestato un ricercatore
Un ricercatore è stato arrestato nell'ambito dell'indagine su BelGaN, produttore belga di semiconduttori fallito nell'estate del 2024. Il sospetto è che figure interne all'azienda abbiano trasferito in Cina segreti industriali relativi ai chip al nitruro di gallio prima del collasso della società. Gli investigatori stanno verificando anche un'ipotesi più ampia: che alcuni responsabili abbiano cercato deliberatamente di far scomparire l'impresa dopo averne trasferito le conoscenze proprietarie.
L'inchiesta è partita dagli accertamenti finanziari avviati dalle autorità belghe dopo il fallimento. Esaminando le attività della società, gli investigatori hanno individuato operazioni aziendali considerate fortemente anomale. Da lì l'indagine si è estesa alla possibile sottrazione di tecnologia: anziché lavorare per mantenere economicamente sostenibile BelGaN, alcuni dirigenti e il ricercatore potrebbero aver agito per favorirne la scomparsa. Si tratta della ricostruzione investigativa, non di responsabilità già accertate.
Gli approfondimenti hanno portato a GanKool, una società cinese concorrente con collegamenti a BelGaN. L'azienda è stata costituita pochi mesi dopo l'ingresso del ricercatore nel produttore belga: una sequenza temporale che si aggiunge agli elementi esaminati nell'inchiesta. Il punto da chiarire è se quei legami abbiano consentito il passaggio di conoscenze riservate e quale ruolo abbiano avuto le persone coinvolte nel trasferimento sospettato.
Al centro del caso c'è il GaN, sigla del nitruro di gallio, un materiale semiconduttore impiegato nell'elettronica di potenza. Le sue caratteristiche permettono di realizzare dispositivi capaci di commutare rapidamente e di ottenere sistemi di conversione energetica compatti ed efficienti. In questo settore, il patrimonio tecnologico di un produttore comprende anche le conoscenze necessarie a fabbricare i dispositivi con caratteristiche ripetibili: il materiale utilizzato, da solo, non descrive l'intero processo industriale.
La protezione della proprietà intellettuale riguarda quindi informazioni che possono conservare valore anche quando l'azienda che le ha sviluppate smette di operare. Se il furto di una chiave API può portare a un conto da 600mila dollari, la sottrazione di conoscenze industriali può invece mettere a disposizione di un concorrente risultati di ricerca e sviluppo. Nel caso BelGaN, proprio l'eventuale trasferimento prima del collasso è al centro degli accertamenti.
Gli investigatori hanno inoltre individuato elementi che collegherebbero l'ultimo amministratore delegato di BelGaN, cittadino cinese, alla stessa concorrente. La procura ha dichiarato che un secondo sospettato è ancora ricercato. Questo dato non permette però di identificarlo automaticamente con l'ex amministratore delegato: l'associazione fra le due figure resta un'ipotesi, distinta dai collegamenti societari emersi nell'indagine.
L'arresto porta così sul piano penale un'inchiesta nata per ricostruire un dissesto finanziario. L'ipotesi da dimostrare riguarda sia il passaggio del know-how produttivo sia l'eventuale tentativo di far scomparire BelGaN dopo quel trasferimento. La cronologia dei rapporti con GanKool e le condotte delle singole persone saranno determinanti per distinguere i legami aziendali dalle presunte responsabilità nella sottrazione dei segreti.
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