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Attrice aggredita a Mestre per il suo impegno politico in Bangladesh
Mentre al Lido di Venezia l'applaudivano per il film "The difficult bride" in cui interpreta una sposa che vive in maniera disturbante l'attesa di un matrimonio tradizionale, a Mestre i suoi stessi concittadini l'aggredivano e la prendevano a schiaffi per motivi legati al suo impegno di attivista. La vittima è l'attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, accerchiata da alcuni cittadini bengalesi immigrati nella città lagunare che l'accusano di essere una "combattente di luglio".
Il riferimento è alla rivolta di luglio-agosto 2024 che portò alla caduta della premier Sheikh Hasina, fuggita in India e condannata a morte con l'accusa di aver ordinato la repressione delle proteste due anni fa, in cui l'Onu stima che furono uccise circa 1.400 persone. In alcuni video che l'attrice ha condiviso sul proprio profilo Facebook, gli aggressori l'avrebbero prima raggiunta nell'albergo in cui alloggiava, colpendola con uno schiaffo in faccia, e poi aggredita nuovamente in un parco, lanciandole addosso acqua e altri oggetti, strappandole il telefono e insultandola con epiteti sessisti. Con lei c'erano il fratello e il figlio piccolo di quest'ultimo.
"Ho avuto persino la sensazione che potessero uccidermi, per il modo in cui mi hanno attaccata", ha raccontato l'attrice. "Mi hanno detto che noi non potremo vivere da nessuna parte nel mondo", quasi a dire che verrà perseguitata ovunque. "E poi volete dire - ha proseguito Azmeri Haque Badhon - che le donne del Bangladesh saranno al sicuro con voi? Grazie mille per il vostro comportamento. Oggi lo saprà tutto il Bangladesh. Lo saprà tutto il mondo. Perché avete molestato in questo modo un'attrice che è venuta a un festival cinematografico internazionale portando un film, e ne siete persino orgogliosi".
Gli aggressori si sono dichiarati sostenitori di Bangabandhu, termine che significa "amico del Bangladesh": era il soprannome che venne dato al primo presidente bangladese Sheikh Mujibur Rahman, assassinato con altri familiari in un golpe nel 1975. Dopo il colpo di Stato, la figlia Sheikh Hasina aveva vissuto in esilio in India, dove è tornata nel 2024 diventando premier e venendo poi deposta. Sulla vicenda sta indagando la Digos di Venezia, per ricostruire i contorni della vicenda e risalire ai responsabili, di cui si vede il volto anche nei video postati in rete.