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PMI italiane e appalti pubblici, arriva la startup che cerca di risolvere il problema
Cato ha chiuso un round Series Seed da 6 milioni di euro guidato dal fondo olandese Keen Venture Partners, portando a 7,6 milioni il capitale raccolto dalla startup dopo il pre-seed dell'Italian Founder Fund a inizio 2026. La piattaforma, fondata da Andrea Zorzetto (CEO) e Matteo Bossolini (CTO), automatizza per le piccole e medie imprese la partecipazione italiana alle gare d'appalto pubbliche: monitora oltre 27.000 fonti per intercettare i bandi, analizza i documenti, prepara la documentazione amministrativa e tecnica e archivia l'intelligence sulla concorrenza. Al round hanno partecipato anche i soci gia presenti dal pre-seed, oltre al nuovo lead Keen Venture Partners.
Il mercato a cui si rivolge vale 309 miliardi di euro l'anno, distribuiti su 22.000 stazioni appaltanti, ma resta in gran parte inaccessibile a chi ha meno risorse: il 60% delle piccole e medie imprese fatica a competere per un bando pubblico italiano, e solo il 15,7% di loro usa strumenti di intelligenza artificiale per provarci, contro il 53,1% delle grandi aziende. Cato, che conta già 150 clienti attivi tra sanità, informatica, servizi ed edilizia, e un team di 35 persone, punta proprio a risolvere questa criticità: offre alle PMI gli strumenti per partecipare ai bandi, con il supporto dell'intelligenza artificiale.
Il divario si allarga proprio mentre il mercato pubblico cresce: la Relazione ANAC 2026 conferma la cifra di Cato, 309,7 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 13,9% sul 2024, trainati soprattutto dalle forniture (+25,2%) e dai servizi (+15,9%). Più il valore delle gare sale, più pesa restarne fuori per mancanza di strumenti. È lo stesso divario nell'adozione dell'AI che Confartigianato misura sulle PMI italiane in generale.
Il software filtra le opportunità per profilo aziendale, estrae i requisiti dai documenti e prepara la documentazione, ma lascia il controllo finale dell'invio a chi in azienda segue la gara. È lì che andranno i fondi raccolti: sviluppo della piattaforma, crescita commerciale e un team che oggi conta 35 persone.
Il round Seed seguito da un pre-seed più piccolo è un modello già visto di recente in altri settori italiani, come ha fatto TextYess, che ha chiuso un round da 2,4 milioni per l'AI applicata ai testi. Cato si inserisce in una schiera più ampia di PMI innovative italiane che scommettono sulla tecnologia per crescere, come ha fatto Geckoway, passata da startup a PMI innovativa nella realtà mista per edilizia e turismo culturale. La differenza è nel bersaglio: qui il cliente compra l'eliminazione della burocrazia che gli impedisce di raggiungere un committente pubblico.
Il segnale più concreto della direzione presa da Cato è un'assunzione: Luisa Gamba, ex responsabile delle partnership per il settore pubblico di Amazon Business Italia, è entrata in azienda proprio mentre il round si chiudeva. Portare dentro chi ha già negoziato con la pubblica amministrazione per conto di un colosso come Amazon accelera la capacità di muoversi negli appalti prima che la finestra del bando si chiuda: per una PMI italiana, resta un problema di velocità più che di volontà.
La burocrazia stessa fa da barriera per le PMI che restano fuori dai bandi, ed è quella barriera che un round Series Seed come questo prova a colmare, gara dopo gara: è il passaggio che arriva dopo il pre-seed e prima di un round A. Il divario non si chiude da solo: cresce insieme al mercato.
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Tech.eu conta quasi 6 miliardi raccolti dalle startup AI europee nel primo semestre 2026, ma quasi la metà di quel capitale finisce in tre mega-round.