// ANSA ESTERI — MONDO
Nuova escalation Iran-Usa, Teheran estende l'area sotto sanzioni a Hormuz
Dopo settimane di stallo la guerra tra Stati Uniti e Iran registra una nuova escalation, con almeno 8 petroliere degli ayatollah colpite in pochi giorni. In tutta risposta, Teheran ha annunciato che estenderà la zona soggetta a sanzioni attorno allo Stretto di Hormuz e questo, assieme all'acuirsi della crisi tra Houthi e Arabia Saudita, ha innescato una nuova fiammata del petrolio, spingendo il barile per la prima volta da luglio sopra i 100 dollari. Ma il presidente americano Donald Trump prima di partire per la Convention repubblicana di Dallas in vista delle elezioni di Midterm ha tentato di buttare acqua sul fuoco, assicurando che la guerra in Iran finirà "subito dopo le nostre elezioni" e che il prezzo del greggio "crollerà".
Gli Stati Uniti hanno colpito cinque petroliere iraniane che, per il CentCom, fanno parte della flotta ombra utilizzata per finanziare i Pasdaran e i loro alleati regionali. Altre tre erano state bersagliate sabato scorso, dopo che l'Iran aveva lanciato missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi. I raid Usa hanno provocato l'immediata reazione iraniana, con le Guardie rivoluzionarie che hanno sferrato un attacco contro la base aerea giordana di al-Azraq e due navi statunitensi, oltre a diverse petroliere e altre imbarcazioni. Attacchi navali che, secondo il comando centrale americano, "sono falliti".Ma la vera risposta dei Guardiani della Rivoluzione è la nuova stretta su Hormuz, non a caso definito dai Pasdaran "il nostro Stretto di potere". Attorno al passaggio strategico è stata infatti stabilita una nuova zona soggetta a sanzioni.L'estensione "partirà da Chabahar e comprenderà parti del Mare di Oman e del Mar Arabico, oltre alle rotte che conducono a Hormuz" ha annunciato il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi."Lo Stretto rimane il riferimento per l'ingaggio militare, ma la nuova area sarà soggetta a sanzioni".Le posizioni non potrebbero essere quindi più lontane. Ogni volta che l'Iran "prenderà di mira navi della Marina statunitense, perderà petroliere" è il monito del segretario di Stato americano, Marco Rubio. Per i Pasdaran se gli Usa vogliono la fine della guerra devono fermare "ogni attacco e minaccia".Non solo: "L'esercito del regime sionista deve ritirarsi dal Libano, l'assedio allo Yemen deve cessare, i 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati e devono cessare tutte le interferenze nelle attività nucleari e missilistiche dell'Iran".Ad infiammare i mercati dell'energia è anche il fronte che gravita attorno all'altro stretto strategico della regione, Bab el Mandeb, punto di accesso alla rotta marittima per il Mar Rosso verso Suez. Lì la Repubblica islamica sta intensificando la pressione sull'Arabia Saudita con l'aiuto dei suoi alleati, gli Houthi mentre Riad ha risposto con oltre 30 attacchi aerei su diverse regioni, tra cui le aree critiche di Taiz e Hodeida.Cresce intanto anche la pressione internazionale su Teheran con il Consiglio dei governatori dell'Aiea che ha votato di deferire l'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il "mancato rispetto" dei suoi obblighi nucleari. Alla decisione si sono opposti Niger, Russia e Cina. Quest'ultimi, membri permanenti del Consiglio con diritto di veto, hanno denunciato insieme a Teheran pressioni degli Usa, Regno Unito, Francia e Germania sull'organo di controllo nucleare delle Nazioni Unite.Una mossa che arriva mentre un'analisi satellitare del Strategic and International Studies ha rivelato un'intensa attività di costruzione sul sito di Natanz che resta nel mirino degli Stati Uniti. Washington, secondo la Cnn, continua a valutare come colpire in profondità il sito nucleare.Il clima resta incandescente e suonano sibilline le parole del premier israeliano Benyamin Netanyahu: "Siamo molto vicini alla caduta della Repubblica islamica dell'Iran".
Nuova escalation Iran-Usa, Teheran estende l'area sotto sanzioni a Hormuz
TEHERAN,
09 settembre 2026, 21: