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Aumenti Microsoft 365: autorità antitrust avvia indagine
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’indagine nei confronti di Microsoft per pratica commerciale scorretta. Il procedimento istruttorio riguarda le modalità usate dall’azienda di Redmond per comunicare l’aumento dei prezzi di Microsoft 365. Il Codacons ha prontamente comunicato che, in caso di conferma delle irregolarità, chiederà un rimborso per conto degli utenti.
Come è noto, Microsoft ha “infilato” Copilot in tutte le app della suite di produttività cloud. Dopo un breve assaggio gratuito ha deciso di aumentare i prezzi degli abbonamenti. Ciò è avvenuto a partire da fine ottobre 2024 in sei paesi (Australia, Nuova Zelanda, Malesia, Singapore, Taiwan e Thailandia). I rincari sono arrivati in Italia a metà gennaio 2025.
I nuovi prezzi per i piani Microsoft 365 Personal e Family sono 99 euro/anno (o 10 euro/mese) e 129 euro/anno (o 13 euro/mese), rispettivamente. In pratica sono aumentati di 30 euro/anno (o 3 euro/mese). Pagando di più si ottiene Copilot in Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote, l’accesso a Designer (creazione e modifica immagini) e crediti AI.
L’accesso a Copilot avveniva automaticamente dopo l’installazione delle ultime versioni delle app. Per un tempo limitato era possibile il downgrade ai piani Basic e Classic (senza Copilot). La Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha denunciato Microsoft per aver aumentato i prezzi e nascosto l’opzione per rimanere ai piani precedenti senza Copilot (l’azienda di Redmond ha chiesto scusa e rimborsato gli utenti).
Un’analoga indagine è stato avviata in Italia da AGCM. L’autorità antitrust sottolinea che le informazioni sull’aumento dei prezzi degli abbonamenti sono state presentate ai consumatori in modo frammentato e poco trasparente. Inoltre, i nuovi piani di abbonamento sono stati imposti come opzione predefinita, salvo l’esercizio del recesso. Questa è una pratica commerciale scorretta vietata dal Codice del consumo.
Secondo l’Autorità, questa condotta sarebbe contraria alla disciplina consumeristica perché Microsoft non avrebbe fornito agli utenti informazioni sufficienti per apprezzare le modifiche apportate al servizio offerto e, per l’effetto, assumere scelte informate e consapevoli sull’opportunità o meno di procedere al rinnovo contrattuale. La stessa modalità comunicativa costituirebbe anche una pratica aggressiva perché avrebbe indebitamente compresso l’autonomia negoziale dei consumatori.
Il Codacons spera che, se verranno confermate le irregolarità, venga inflitta una pesante multa a Microsoft. In tal caso chiederà all’azienda statunitense di rimborsare gli utenti. Al momento si può risparmiare fino al 39% sfruttando le offerte in corso su Amazon per Microsoft 365 Personal e Family.