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Avete Firewall Cisco? C’è una falla aperta da mesi
Cisco ha confermato lo sfruttamento attivo di una falla nel proprio Secure Firewall Management Center, la piattaforma che centralizza la gestione dei firewall aziendali. La vulnerabilità, identificata come CVE-2026-20079, ha il punteggio di gravità massimo di gravità massimo (10 su 10) e permette a un aggressore senza credenziali di inviare richieste HTTP costruite ad hoc e ottenere l’accesso come root al sistema. Sono vulnerabili tutte le versioni software di FMC dalla 7.0 alla 10.0, oltre a Cisco Security Cloud Control quando gestisce firewall installati in sede: non esiste alcuna soluzione temporanea, solo l’hotfix che Cisco ha reso disponibile dal 29 luglio.
La conferma arriva sei mesi dopo l’advisory originale, pubblicato il 4 marzo 2026 senza segnalazioni di exploit, e più di un mese dopo che i log dei clienti avevano già mostrato tentativi di sfruttamento, a partire dal 23 luglio. Nel mezzo, secondo l’analisi di Cisco Talos, tre gruppi distinti hanno abusato della stessa falla per scopi diversi: un cluster ha installato una web shell per rubare credenziali dal database di FMC, un secondo, attribuito al gruppo russo Sandworm, ha distribuito il malware Cyclops Blink, un terzo ha preparato il terreno per il ransomware Qilin dopo una ricognizione sulla rete Active Directory dei bersagli.
La falla è entrata nello stesso giorno nel catalogo CISA delle vulnerabilità sfruttate note (KEV), con scadenza di rimedio fissata al 12 settembre per le agenzie federali statunitensi. Cisco prepara una release di hardening più ampia per la settimana del 14-16 settembre, ma quella finestra arriva dopo la scadenza CISA e dopo mesi in cui la falla era già attiva.
Secondo l'analisi di Cisco Talos già citata, tre profili di minaccia diversi hanno sfruttato lo stesso bug in parallelo: crimeware generico a caccia di credenziali, uno stato-nazione con obiettivi di spionaggio e persistenza, un gruppo ransomware in fase di ricognizione. Il caso non è isolato: un'altra falla aveva già lasciato i firewall Cisco sotto attacco senza patch pronta, e il tempo fra un bug pubblicato e il primo exploit si accorcia in tutto il settore.
Chi ha FMC esposto e non ha ancora applicato l’hotfix di luglio deve decidere ora, non quando arriva l’hardening di metà settembre: la finestra di patching va pesata contro il rischio reale di downtime di un pannello che governa i firewall di produzione. Il rischio di lasciarlo aperto include però ransomware e la persistenza di uno stato-nazione, non solo il furto di credenziali. Segmentare l’accesso all’interfaccia di gestione resta l’unica misura ponte concreta per chi non può fermare subito il sistema, la stessa raccomandazione che Cisco ripete per un’altra falla da CVSS 10 sui propri prodotti.
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