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Fiori e lacrime per Denise, Calabresi 'Milano le dedichi un luogo vivo'
I fiori si sono accumulati nel
giardino intitolato a Lea Garofalo a Milano, in ricordo della
figlia Denise che si è tolta la vita. Il tam tam sui social ha
fatto arrivare in quel luogo simbolo della lotta alla
criminalità organizzata alcune centinaia di persone, fra di loro
don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera a cui Lea si era
rivolta per chiedere aiuto, Mario Calabresi e Nando Dalla
Chiesa.
E proprio Mario Calabresi ha proposto che la città dove è
cresciuta dedichi uno spazio "vivo" a Denise.
"Mi aveva colpito la sua fragilità ma anche un coraggio
impressionante. Io l'ho conosciuta pochi giorni prima che lei
partecipasse al processo contro suo padre, contro quello che era
stato il suo fidanzato e lei - ha ricordato l'ex direttore di
Repubblica e Stampa - ebbe il coraggio di andare in aula, di
testimoniare e difendere la memoria di sua madre. Amava la madre
però è stata condannata da questa storia a una vita nell'ombra,
di solitudine. Ricordo un altro momento quando ci fu il funerale
in piazza Beccaria a Milano di quei frammenti che erano stati
trovati del corpo della madre. E Denise quel giorno guardò dalle
finestre, nascosta dietro le tende il funerale. E questo dà
l'idea di quanto lei abbia pagato questa storia. L'ha pagato due
volte: l'ha pagato perché ha perso la madre e l'ha pagato per il
suo coraggio di vivere con un'altra identità".
"Penso che oggi la città di Milano dovrebbe restituirle
qualcosa . E' bello questo giardino dedicato a Lea Garofalo, ma
credo che uno spazio vivo, comunitario della essere dedicato a
lei" ha aggiunto.
Di "un grande dolore" che chiama in causa "le coscienze" ha
parlato don Ciotti.
"Non possiamo accontentarci delle cose che sono state fatte. E'
necessario assumerci ancora di più una responsabilità. La morte
di Denise, saranno gli inquirenti a dire le modalità - ha
sottolineato -, pone una ulteriore riflessione". 2Ho conosciuto
il coraggio della sua mamma che voleva donarle più serenità per
il futuro. Non ho mai dimenticato questa parola 'donarle':
voleva farle questo dono, lei che aveva visto la violenza
criminale mafiosa sulla sua pelle".
Fiori e lacrime per Denise, Calabresi 'Milano le dedichi un luogo vivo'
MILANO,
11 settembre 2026, 21:20
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