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Giallo ad Arezzo, cadavere trovato vicino all'ospedale
(di Barbara Perissi)
È un mistero il decesso dell'uomo
di 40 anni trovato la notte scorsa in un lago di sangue nel
parcheggio dell'ospedale di Arezzo. E' un caso di morte
violenta, il corpo era pieno di tagli e lui è morto dissanguato,
per le emorragie. Il cadavere è stato notato da un passante che
ha dato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il
personale sanitario e il medico legale. L'ispezione cadaverica
ha evidenziato numerose ferite provocate da arma da taglio ma
non dà risposte univoche. Servirà l'autopsia. La vittima è un
40enne originario di Cortona ed aveva vissuto per lungo tempo a
Pisa. Celibe, apparteneva a una famiglia nota nella zona.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Non viene
esclusa l'ipotesi di un'aggressione, quindi un omicidio, ma
neppure quella dell'autolesionismo. Sarà l'autopsia, prevista
giovedì prossimo, a poter dare risposte. L'esame dovrà chiarire
la natura delle ferite, la causa esatta della morte e la
sequenza di eventuali fatti, se ci sono ferite da difesa, per
esempio. Gli investigatori hanno cercato un coltello, una lama
ed hanno setacciato il parcheggio e le possibili vie di fuga per
trovare tracce, indizi. Acquisite le immagini delle telecamere
disponibili. I rilievi scientifici sono stati estesi fino a una
buona distanza dal corpo. Particolare ricerca per eventuali
impronte. C'è terreno fresco per le piogge recenti, qualche orma
potrebbe esser rimasta impressa nelle aiuole.
Sul posto è andata per un sopralluogo la magistrata di
turno, la pm Julia Maggiore. Due residenti della zona avrebbero
detto di aver udito delle grida verso le 4, come in una lite
degenerata. Una circostanza che, al momento, non trova riscontri
anche perché agli inquirenti la morte parrebbe risalire a circa
un'ora prima, intorno alle 3. C'è da capire perché il 40enne si
trovasse nel parcheggio dell'ospedale in piena notte. C'è chi
dice di averlo visto girare nei bar nelle ore precedenti, la
sera prima. Aspettava qualcuno? Non risulta che il 40enne fosse
un paziente andato al pronto soccorso o avesse dato assistenza a
qualche ricoverato. Esclusi finora collegamenti con ambienti
della tossicodipendenza o, peggio, dello spaccio. Tutti gli
scenari restano aperti. Tra le priorità c'è il ricostruire le
ultime ore di vita, anche con l'aiuto dei conoscenti e dei
familiari. E anche con i dati del cellulare. La salma è
all'obitorio dell'ospedale ma con ogni probabilità sarà
trasferita a Siena per l'esame autoptico.
Giallo ad Arezzo, cadavere trovato vicino all'ospedale
AREZZO,
12 settembre 2026, 18:33
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