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I migliori libri di fantascienza con l’AI – Prima parte
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La fantascienza, come sappiamo, è la letteratura di anticipazione che cerca di esplorare in chiave narrativa il futuro che ci attende attraverso la scienza, la logica, l’innovazione. È un genere praticato da almeno tre secoli (anche se ci sono anticipazioni che risalgono addirittura agli antichi rimani) ma che, a partire dal Novecento, è stato codificato soprattutto negli Stati Uniti in forme che ci consentono di riconoscere anche la parte di intrattenimento, emotiva e a volte comica delle narrazioni.
In questa lista dei migliori libri di Macity, però, abbiamo voluto fare un ritaglio della fantascienza piuttosto parziale. Abbiamo infatti stretto il cerchio per raccogliere le migliori narrazioni che parlano di intelligenza artificiale, anticipando i modi con i quali da decenni gli autori più importanti del genere prevedono e circoscrivono questo fenomeno.
Il tutto con una nota: non solo ci sono tantissimi altri romanzi che sono rimasti fuori (e che metteremo in una prossima puntata) ma ci sono anche tante storie che, seppur tradotte in italiano, non sono disponibili perché sono comparse in pubblicazioni da edicola magari molti anni fa e quindi non disponibili in libreria oppure online. Ci perdonino i lettori allora per tutte le esclusioni.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Non c’è altro modo per cominciare una serie di migliori libri di fantascienza dedicati all’intelligenza artificiale con il mitico occhio rosso di Hal 9000, l’AI di Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke.
La storia è incredibile: milioni di anni fa è comparso sulla Terra un misterioso monolito. Nel 1999, sulla Luna, viene scoperto un oggetto simile che invia un segnale radar verso Saturno. Per indagare viene inviata un’astronave verso il pianeta, con a bordo alcuni astronauti e il supercomputer HAL 9000. Ciò che accade è imprevedibile e sconvolgente. Da leggere (e da vedere).
Cos’è reale e cosa no? Basta dire Blade Runner, il film di Ridley Scott con Harrison Ford e i replicanti, androidi, cioè corpi di robot perfettamente somiglianti agli esseri umani perché prodotti in bio-laboratori, animati da intelligenze artificiali. Dietro c’è il genio matto di Philip K. Dick.
La storia. San Francisco 1992. La Terra è un pianeta desolato, devastato dalle guerre nucleari; gli esseri umani sono in gran parte emigrati nelle colonie esterne e numerose specie animali si sono estinte, tanto che possedere un animale domestico vivente è diventato un ambito status symbol.
Per chi non può permettersi un cucciolo “vero”, come il cacciatore di taglie Rick Deckard, ci sono le pecore elettriche. L’umanità vive infatti affiancata da diversi modelli di robot, dalle semplici macchine-utensili ai vicini di casa artificiali, fino a sofisticati modelli di androidi assolutamente indistinguibili dagli esseri umani, anzi persino più intelligenti, come i Nexus-6.