// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Troppi GPT personalizzati? Un agente che smista il lavoro agli altri
Ad un certo punto, la barra laterale inizia ad affollarsi di assistenti personalizzati e quando ne serve uno specifico, bisogna rovistare per cinque minuti prima di trovarlo. Un assistente per la ricerca, uno per il brainstorming, uno per il fact-checking, uno per la revisione, uno per l’analisi. Ognuno funziona bene da solo, ma l’insieme diventa difficile da gestire.
Il problema non è avere troppi assistenti. È che ogni nuovo compito inizia con una decisione: quale usare? Si parte dalla ricerca o si scrive direttamente e poi si torna indietro a verificare? È un sovraccarico decisionale che erode la produttività proprio nel momento in cui dovrebbe iniziare il lavoro vero.
La soluzione non è creare un altro specialista, ma un coordinatore, un unico agente il cui solo compito è decidere quale degli altri debba occuparsi di ciascun compito. Una specie di centralinista che smista le chiamate senza gestirle direttamente.
Prima di arrivare al coordinatore, vale la pena capire perché conviene avere più assistenti specializzati anziché uno solo che faccia tutto. La ragione è la stessa per cui in un’azienda esistono ruoli diversi. Un modello di intelligenza artificiale produce risultati migliori quando ha un’unica responsabilità chiara rispetto a quando gli si chiede di essere contemporaneamente ricercatore, redattore, correttore di bozze e analista.
Il team di specialisti può variare a seconda delle esigenze di ciascuno, ma un esempio concreto di organizzazione funzionante include cinque ruoli.
L’agente di ricerca recupera fonti e contesto. Quello creativo organizza le idee. Quello di verifica controlla fatti e citazioni. Quello di revisione rifinisce il testo. Quello di analisi valuta risultati e possibili miglioramenti.
Chi non è sicuro di quali specialisti creare può partire da una domanda semplice: quali sono i tre-cinque compiti che ripeto più spesso e che non vengono gestiti in modo ottimale? Si può anche chiedere direttamente a ChatGPT di suggerire una lista di agenti adatti al proprio ambito professionale.
L’agente che smista è un assistente personalizzato aggiuntivo di ChatGPT. un ulteriore GPT personalizzato, la cui unica funzione è analizzare la richiesta e dirigerla verso lo specialista più adatto. Non esegue il lavoro, lo assegna.
Per esempio: Sto pensando di scrivere un articolo su un argomento ma non ho ancora fonti né informazioni dettagliate. L’agente smistatore riconosce che si tratta di una fase esplorativa e suggerisce di iniziare con l’agente di ricerca. Se dopo la ricerca si passa alla stesura, suggerirà l’agente di revisione come passaggio successivo. Sa anche quando non suggerire nulla, se si sta riscrivendo un’e-mail con un tono più gentile, non proporrà l’agente di verifica dei fatti.
Il primo passo è avere già i propri assistenti specializzati su ChatGPT, un GPT personalizzato per ogni compito ricorrente, il più focalizzato possibile. Poi si crea un GPT personalizzato aggiuntivo con il prompt seguente.