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Foreste cinesi: il vantaggio verde svanirà dopo il 2030
Il forte aumento della superficie fogliare nelle foreste piantate della Cina dipende soprattutto dalla loro giovane età. Tra il 2000 e il 2022, queste aree hanno registrato un incremento dell’indice di area fogliare superiore del 65,8% rispetto alle foreste naturali. Quando il confronto tiene conto di età, condizioni ambientali e struttura della vegetazione, però, il vantaggio medio si riduce al 4,6% e tende a svanire con la maturazione degli alberi.
Il risultato emerge da uno studio pubblicato il 28 maggio 2026 su Geophysical Research Letters, firmato da Yuhang Luo, Yuan Wang, Han Wang, Hongliang Wang e Jiansheng Wu. L’analisi riguarda un patrimonio forestale particolarmente esteso: nel 2020 la Cina disponeva di circa 90,31 milioni di ettari di foreste piantate, equivalenti al 36,6% dell’intera superficie forestale del Paese.
La differenza anagrafica tra i due gruppi è consistente. Le piantagioni esaminate avevano un’età media di 34,1 anni, contro i 56,9 anni delle foreste naturali. Per isolare questo fattore, i ricercatori hanno combinato osservazioni satellitari dell’indice di area fogliare, propensity score matching e tecniche di machine learning. Il confronto finale ha incluso 641.541 coppie di pixel con caratteristiche il più possibile simili.
La correzione statistica non elimina del tutto la differenza. A parità di condizioni, l’aumento dell’area fogliare risulta superiore del 14% nelle foreste miste piantate, dell’8,9% nelle sempreverdi ad aghi e dell’8,7% nelle sempreverdi a foglia larga. Il vantaggio varia quindi con il tipo di vegetazione e appare più marcato in alcune configurazioni forestali.
Anche la risposta associata alla crescita della CO2 atmosferica cambia nel tempo. Lo studio individua il massimo nelle foreste piantate con un’età compresa tra 30 e 40 anni, seguito da una sensibile riduzione dopo i 40 anni. Le proiezioni indicano che, dopo il 2030, i tassi di aumento dell’area fogliare delle foreste piantate e naturali dovrebbero diventare comparabili. L’attuale margine appare quindi destinato ad attenuarsi con l’invecchiamento delle piantagioni.
Gli autori precisano inoltre che l’indice di area fogliare descrive la quantità di foglie presenti per unità di superficie e non equivale direttamente al carbonio complessivamente immagazzinato. Le foreste naturali mantengono funzioni essenziali per la biodiversità, la stabilità degli ecosistemi e l’accumulo di carbonio nel lungo periodo. Per questo i ricercatori sconsigliano di sostituirle con nuove piantagioni e propongono di affiancare una riforestazione ben progettata alla conservazione degli ecosistemi esistenti.
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