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Steam Machine è uscita nel momento più sbagliato possibile: che peccato!
Una storia che si ripete. Dopo il fallimento del 2015, anno in cui Valve tentò un primo approccio nella direzione di una nicchia di mercato inedita, nel 2026 siamo ancora qui a parlare di un ibrido console-PC destinato sicuramente a far parlare di se: Steam Machine.
Valve ci riprova a distanza di oltre un decennio, con più esperienza sulle spalle e maggiore consapevolezza di un mercato che ha aiutato a plasmare e creare. Ma dopo le recenti conferme del prezzo esorbitante di lancio di Steam Machine, è più che lecito domandarsi quanta di quella esperienza possa servire a far funzionare le cose. Facciamo un passo indietro e torniamo al 2013, quando Valve annunciò la sua concezione di PC da salotto con a bordo SteamOS. In quell'occasione ci si affidò a terze parti per produrre dei pre-assemblati, ma la filosofia alla base era la medesima.
Un ecosistema aperto e basato su Linux, capace di competere con le console di allora, le nuove PlayStation 4 e Xbox One. Il lancio, avvenuto a novembre 2015, fece largo ad un tonfo epocale. Dalla GPU alle problematiche del sistema operativo, il comparto hardware e software della macchina sembrava tutt'altro che pronto per il mercato dell'epoca. Lo stesso Newell ammise che la Steam Machine era "incompleta" al momento del lancio. I prezzi di allora oscillavano tra i 599 euro per l'Alienware Steam Machine fino a oltre 1.000 dollari per le configurazioni più corazzate.
Ora, con Steam Machine del 2026 ormai alle porte e con tutte le carte scoperte, Valve ci ha dimostrato di aver in qualche modo imparato dagli errori dell'epoca, ma si è comunque dovuta tristemente scontrare con una realtà, fatta di rincari e prezzi schizzati alle stelle. Il motivo è sempre lo stesso, e va nella direzione dell'IA, che ha fatto alzare i prezzi dei componenti - nello specifico le memorie. Così Steam Machine si è posizionata in una fascia di mercato inedita e ben al di sopra del prezzo di PlayStation 5 Pro, concettualmente la console più costosa di sempre. Ad oggi per portarsi a casa una Steam Machine equivale a spendere il doppio rispetto ad una PS5 base, pur avendo componenti di poco superiori a quest'ultima. Una maledizione, quella di Valve, che sembra essersi riproposta ancora una volta, ad oltre un decennio di distanza. Ma questa volta, dobbiamo ammetterlo, non dipende dalla compagnia di Gabe Newell.
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