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Brasile, il destino del giudice Moraes nelle mani della Corte suprema
In Brasile, lo scontro frontale
tra due giudici della Corte suprema (Stf), Alexandre de Moraes e
André Mendonça, ha aperto una crisi istituzionale inedita, a
meno di tre settimane dalle presidenziali del 4 ottobre. I due
magistrati rivali oggi saranno al centro del dibattito durante
una seduta plenaria del massimo tribunale molto attesa, che sarà
trasmessa in diretta televisiva.
Le ostilità sono iniziate quando Mendonça (nominato dall'ex
presidente di destra, Jair Bolsonaro) ha reso pubblico un
rapporto di polizia che rivelava il contenuto di alcuni messaggi
sospetti inviati a Moraes (considerato vicino all'attuale
presidente di sinistra, Luiz Inacio Lula da Silva, candidato
alla rielezione) dal banchiere Daniel Vorcaro, in carcere con
l'accusa di aver orchestrato una delle più grandi frodi
finanziarie nella storia del Paese. La Stf, composta da undici
togati, si riunisce al completo proprio per decidere se vi siano
gli estremi per indagare su Moraes.
Il diretto rivale di Lula alle elezioni, Flávio Bolsonaro
(primogenito dell'ex leader di destra), ha dichiarato di
aspettarsi la rimozione del giudice, principale promotore della
condanna di suo padre a 27 anni di detenzione per tentato golpe.
Intanto, la notte scorsa a San Paolo (la più grande e popolosa
città del Brasile) proteste a colpi di pentole (i cosiddetti
'panelaços') si sono udite in molti quartieri di tutta la
megalopoli per chiedere l'impeachment di Moraes, come confermato
dai video che circolano sui social.
Secondo un'indagine della Polizia federale, l'alto magistrato
ha scambiato decine di messaggi con Vorcaro, il quale,
attraverso la sua banca (Master), ne frattempo fallita, aveva
tra l'altro ingaggiato la moglie di Moraes con un contratto del
valore di circa 24 milioni di dollari.
Brasile, il destino del giudice Moraes nelle mani della Corte suprema
BRASILIA,
15 settembre 2026, 10:31
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