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I giochi che hanno reso indimenticabili le mie estati da adolescente
L'adolescenza è raccontata come un periodo di trasformazioni e scoperte, segnato da estati indimenticabili all'insegna dei videogiochi iconici.
Che periodo intenso quello dell'adolescenza, fatto di trasformazioni fisiche, sociali e psicologiche che formano un individuo e lo preparano alla futura età adulta. Una fase di trasformazioni, scoperte e anche ribellione, anni complessi ma a modo loro magici. E soprattutto una fase in cui non si è ancora sommersi da doveri e responsabilità potendo godersi al massimo i propri hobby e passioni, come quella videoludica ad esempio. Essendo classe 1991, la mia adolescenza si è svolta a cavallo tra due generazioni cruciali: quella a 128-bit nel mio caso caratterizzata soprattutto da PlayStation 2 e GameCube, e quella HD con protagoniste PS3, Xbox 360 e Wii, senza dimenticare nel mezzo tante iconiche console portatili.In particolare è proprio durante l'estate che riuscivo a godermi al massimo la mia passione, senza dover pensare a scuola, compiti, interrogazioni e verifiche. Quegli anni, i magici 2000, sono stati caratterizzati da grandi capolavori ed opere che mi sono entrate nel cuore, capaci di rendere speciali quei mesi estivi così afosi. E in particolare penso proprio a questi 5 giochi come protagonisti assoluti delle mie estati adolescenziali, fonti di ricordi e momenti che non potrò mai dimenticare.
Il protagonista assoluto della mia estate preadolescenziale, in quell'ormai lontanissimo 2002 che ricordo con grande affetto e nostalgia. Avevo 11 anni, avevo appena finito la quinta elementare e si avvicinava dunque l'inizio della scuola media che avrebbe cambiato tutto: nuovo istituto, nuovi compagni di classe, una nuova realtà ancora tutta da scoprire e proprio per questo avevo le mie ansie pensando a questi stravolgimenti. Ma se ne sarebbe riparlato per settembre, prima c'era tutta un'estate da vivere appieno in compagnia di sole, mare e videogiochi, da vivere in particolare in compagnia del mitico GameCube di casa Nintendo che mi era stato regalato subito al lancio il 3 maggio.E tra i miei primi giochi ci fu proprio Super Smash Bros. Melee, un kolossal che mi aveva letteralmente rapito e dal quale non riuscivo in alcun modo a staccarmi. Di fatto è stato il gioco che più di ogni altro ho consumato durante questi mesi così caldi, passati a casa di amici di famiglia in una tranquilla località di mare vicino Roma.
Quella dimora in un certo senso l'avevamo trasformata in una sala giochi vera e propria: avevamo PS2, la prima Xbox e il mio GameCube, si passava la giornata prima in spiaggia e poi fino a sera su classici come Halo, Dead or Alive 3, Tekken Tag Tournament, Burnout e Virtua Striker 3. Ma a catalizzare l'attenzione più di chiunque altro fu proprio Melee, dal quale io e il mio amico a sua volta grande appassionato di videogiochi non riuscivamo a staccarci in nessun modo. Giornate intere a riempirsi di mazzate, nel frattempo che si sbloccavano tutti i personaggi (grande gioia soprattutto una volta sbloccato Mewtwo) e si completavano tutte le sue innumerevoli sfide; a un certo punto pensavamo di essere diventati così forti da essere pronti persino per tornei mondiali, tanto grande era il nostro entusiasmo nei confronti del capolavoro Nintendo. L'estate del 2002 è ancora oggi una delle più belle che abbia mai vissuto, e il merito va soprattutto a Super Smash Bros. Melee.
Tutto il clamore per l'apertura dei preordini di GTA 6 mi fa pensare che un gioco in particolare ha avuto un ruolo di primo piano durante la mia adolescenza. Ok, Grand Theft Auto Vice City è uscito in realtà nell'autunno del 2002, ma io ci ho potuto mettere le mani sopra soltanto molto tempo dopo, proprio durante il periodo estivo del 2003.
Del resto ai tempi del suo originale debutto avevo ancora 11 anni e comprensibilmente i miei familiari non erano convintissimi di regalarmi un gioco con i contenuti e le tematiche di un GTA. Io ovviamente ero già molto incuriosito dalla serie Rockstar Games ma data la situazion