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Android ha lanciato l’allarme prima del terremoto in Venezuela
I numeri della strage causata dal terremoto in Venezuela sono drammatici, peggiorano di ora in ora. E con il passare del tempo si riduce la speranza di poter trovare altri sopravvissuti sotto le macerie. Tra chi è riuscito a mettersi in salvo dal disastro, qualcuno deve ringraziare un sistema integrato negli smartphone Android che attiva un avviso prima che il sisma si manifesti in tutta la sua potenza distruttiva.
La tecnologia si chiama Earthquake Alerts e si basa sui dati rilevati dagli accelerometri presenti nei dispositivi che in quel momento sono fermi, ad esempio appoggiati su un tavolo. È lo stesso sensore che regola la rotazione dello schermo. Quando un numero elevato e anomalo di telefoni presenti in una zona identifica una scossa, fa scattare l’allerta su tutti gli altri, emettendo un forte segnale sonoro e un messaggio visualizzato sullo schermo.
Google ha dichiarato che l’avviso ha raggiunto circa 11,4 milioni di persone in Venezuela nella giornata di mercoledì, poco prima del terremoto. A seconda della posizione e di altri fattori, per alcuni è avvenuto pochi secondi prima della scossa, altri hanno avuto fino a due minuti di anticipo per mettersi in salvo.
Nel dettaglio, il sistema identifica le due tipologie di vibrazioni causate da un evento sismico, che viaggiano a velocità diverse. Le prime sono più rapide, ma meno intense, con meno probabilità di causare danni. Le altre, invece, si muovono più lentamente e sono quelle che provocano oscillazioni e rotture strutturali negli edifici. L’elaborazione dei dati avviene in modo molto rapido, direttamente sui server di Google. L’allerta scatta per i terremoti con magnitudo da 4,5 in su.
Una tecnologia simile, ma gestita a livello nazionale, è la nostra IT-alert, per la quale negli ultimi anni sono stati condotti diversi test. È vero che nell’elenco degli eventi per i quali sono previsti gli avvisi non sono presenti i terremoti, ma la finalità è la stessa: far leva sulle potenzialità della tecnologia per concedere alla popolazione più tempo possibile per mettersi in salvo, in caso di calamità.