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Il seguito di The Blood of Dawnwalker potrebbe perdere la sua caratteristica principale
La meccanica del tempo di The Blood of Dawnwalker, il tratto più discusso del gioco di ruolo di Rebel Wolves, potrebbe non tornare in un eventuale seguito. Lo ha dichiarato il game director Konrad Tomaszkiewicz in un'intervista concessa a Eurogamer, a due settimane dal lancio del titolo pubblicato da Bandai Namco il 3 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Lo studio polacco ha sempre parlato del progetto come del primo capitolo di una saga più ampia, ma sul ritorno del sistema che scandisce i 30 giorni e le 30 notti dell'avventura non c'è ancora alcuna certezza.
«Non l'abbiamo deciso, a dire il vero», ha spiegato il direttore creativo, aggiungendo che il gruppo continuerà a sperimentare con quel sistema e lo userà solo se la storia lo richiederà, senza forzarlo dove non funziona. Tomaszkiewicz ha anche fatto riferimento ad altre idee allo studio, pensate per spingere il genere ruolistico in direzioni inedite. In pratica, il limite temporale resta un marchio di fabbrica del primo episodio, non un vincolo per quelli successivi.
Il meccanismo assegna al protagonista Coen una quantità finita di tempo per strappare la famiglia alle mani del vampiro Brencis: la barra avanza quando si completano le missioni o si spendono punti in alcune abilità, mentre l'esplorazione libera e gli scontri con i nemici comuni non la consumano. Fin dall'annuncio la scelta ha diviso il pubblico, tanto che la mod più scaricata prima dell'uscita serviva proprio a eliminarla. «Ci sono molte lamentele sulla meccanica del tempo», ha riconosciuto Tomaszkiewicz, ricordando però che il bilanciamento consente di vedere circa l'80 percento dei contenuti in una sola partita.
Il direttore ha respinto l'idea che un singolo playthrough debba mostrare tutto, portando come esempio proprio The Witcher: anche lì scelte e conseguenze escludono interi esiti, quindi il tempo non fa che accentuare un principio già noto. Secondo lo studio le critiche si sono ridotte man mano che i giocatori arrivano ai titoli di coda e scoprono di avere più margine del previsto; chi non tollera il vincolo, ha aggiunto, può semplicemente affidarsi alle modifiche della comunità.
Il contesto aiuta a capire la posta in gioco: Rebel Wolves, fondata nel 2022 da veterani di CD Projekt Red — Tomaszkiewicz è stato game director di The Witcher 3, il narrative director è Jakub Szamałek — ha superato il milione di copie vendute entro il 5 settembre, con un picco di 70.692 utenti contemporanei su Steam e circa l'82% di recensioni positive. Numeri notevoli per una nuova proprietà intellettuale costata oltre quattro anni di lavoro e cresciuta fino a circa 160 sviluppatori. Restano da sistemare i problemi tecnici segnalati su PC, mentre Eurogamer pubblicherà l'intervista integrale all'inizio della prossima settimana.
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