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Apple assieme a Nvidia per l'IA, ecco cosa potrebbe succedere
Apple sta studiando un rientro nel mercato dei server, abbandonato nel 2011 con la fine di Xserve, questa volta con una macchina rack dedicata all'intelligenza artificiale e costruita attorno ai futuri chip M8 Ultra. Lo ha riferito il 16 settembre The Information, citando persone informate sul progetto, secondo cui l'azienda di Cupertino ha discusso con NVIDIA l'adozione della tecnologia di interconnessione NVLink Fusion per collegare tra loro i propri processori. Il prodotto, però, non arriverebbe sul mercato prima del 2029 e potrebbe ancora essere cancellato oppure lanciato senza alcun componente NVIDIA.
Le indiscrezioni parlano di due configurazioni, con due o quattro chip M8 Ultra, indirizzate a sviluppatori di modelli, imprese e pubbliche amministrazioni. Il bersaglio dichiarato è l'inferenza, ovvero l'esecuzione dei modelli già addestrati, il segmento che cresce più rapidamente ora che molte aziende vogliono far girare l'IA su hardware proprio invece di affidarsi solo al cloud. L'iniziativa sarebbe partita circa un anno fa con il sostegno di John Ternus, allora responsabile dell'ingegneria hardware e oggi amministratore delegato.
A spingere il progetto c'è una domanda già visibile: diversi team di sviluppo acquistano Mac mini e Mac Studio in quantità e li montano in rack artigianali per l'inferenza locale. Nell'ultimo trimestre la linea Mac ha toccato un record di 10,4 miliardi di dollari di ricavi, sostenuta proprio dall'interesse della comunità IA. Il limite, secondo il report, sta nelle interconnessioni sviluppate internamente, giudicate troppo lente e costose per installazioni di grandi dimensioni.
Da qui l'interesse per NVLink Fusion, la versione semi-custom della rete rack-scale di NVIDIA aperta nel 2025 ai progettisti di chip esterni: switch, chiplet e software che permettono a processori non NVIDIA di agganciarsi al fabric ad alta banda e bassa latenza. La lista dei licenziatari comprende già MediaTek, d-Matrix, AWS, Qualcomm, Arm, Fujitsu e Marvell; nel caso di MediaTek, l'accordo del 31 agosto 2026 è stato accompagnato da un investimento da 3,5 miliardi di dollari in obbligazioni convertibili. Il networking, del resto, vale circa un quinto dei ricavi data center di NVIDIA, che così monetizza anche quando il cliente sceglie silicio alternativo.
Un'intesa sarebbe significativa anche sul piano dei rapporti, tesi da quasi vent'anni per i problemi di affidabilità delle GPU nei portatili Apple. Nel frattempo Cupertino produce già server per Private Cloud Compute, che ha deciso di estendere a Google Cloud con GPU NVIDIA, e sviluppa con Broadcom l'acceleratore interno noto come Baltra. Restano nodi non hardware: assistenza per la clientela enterprise e strumenti per gli sviluppatori, a partire da maggiori investimenti nel framework MLX. Senza questi tasselli, anche un rack con marchio Apple rischierebbe di ripetere la parabola di Xserve.
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