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Il CEO di Wardogs non ha alcun problema con il crunch, e non assumerà chi se ne lamenta
Il CEO di Bulkhead, Joe Brammer, ha parlato apertamente delle politiche di sviluppo dello studio in un'intervista con Game Developer, spiegando che il crunch - ovvero il lavoro intensivo ben oltre le otto ore che a volte si verifica durante lo sviluppo dei videogiochi - rappresenta una componente prevista del lavoro e che i candidati particolarmente critici nei confronti della pratica potrebbero non essere assunti. Brammer ha sottolineato che Bulkhead cerca comunque di evitarlo quando possibile, ma ritiene che in alcuni momenti dello sviluppo sia pressoché inevitabile.
"Non nascondiamo che a un certo punto succederà", ha dichiarato il CEO durante l'intervista, aggiungendo che lo studio vuole essere conosciuto come un luogo in cui si lavora duramente e dove chi è fortemente coinvolto nei progetti può sentirsi valorizzato. Per questo motivo, il team può arrivare anche a controllare i profili social dei potenziali dipendenti prima di un'assunzione, individuando eventuali dichiarazioni fortemente contrarie alla pratica. In questi casi, lo studio tende a non procedere con il colloquio, ritenendo che il candidato potrebbe non trovarsi bene nell'ambiente di lavoro.
Le dichiarazioni arrivano mentre Bulkhead celebra il successo di Wardogs, lo sparatutto multiplayer che ha superato i 2 milioni di copie vendute appena cinque giorni dopo il debutto in accesso anticipato. Lo studio ha già annunciato l'intenzione di continuare a supportare il gioco con nuovi contenuti, tra cui mappe, veicoli e armi, con l'obiettivo di pubblicare la versione 1.0 nel 2028, anche su console.