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Il sequel di The Blood of Dawnwalker potrebbe non riproporre il limite di tempo in-game
The Blood of Dawnwalker ha riscosso un bel successo al lancio. L'avventura dark fantasy di Rebel Wolves, sviluppata da un team composto da veterani di CD Projekt Red, ha superato il milione di copie vendute pochi giorni dopo il lancio e ha raccolto recensioni generalmente positive su tutte le piattaforme. Tra gli elementi che hanno fatto maggiormente discutere c'è però una delle caratteristiche più particolari del gioco: il sistema basato sul tempo. Una meccanica che, secondo diversi giocatori, non sarebbe poi così invasiva, ma che è stata comunque al centro di diverse discussioni.
Considerando che Rebel Wolves sembra essere già al lavoro sul prossimo progetto, come suggerito da alcune recenti offerte di lavoro, Eurogamer ha chiesto al game director Konrad Tomaszkiewicz se il controverso timer tornerà nel possibile sequel. La risposta, almeno per il momento, lascia aperte tutte le possibilità: "Non lo abbiamo deciso, a essere onesti". Tomaszkiewicz ha spiegato che lo studio prenderà questa decisione principalmente sulla base della narrativa del seguito. Se il sistema sarà utile per aumentare il senso di urgenza di determinati eventi, verrà utilizzato; in caso contrario, Rebel Wolves non avrebbe intenzione di inserirlo a tutti i costi. Il director ha inoltre chiarito che lo studio non vuole necessariamente riproporre lo stesso schema o lo stesso loop in ogni gioco futuro.
Tomaszkiewicz ha anche rivelato che Rebel Wolves sta valutando e studiando "altre idee folli" per il futuro, quindi, anche se il timer potrebbe sparire, non è detto che non venga aggiunto un altro elemento caratteristico in grado di far discutere. Per ora sappiamo solo che il prossimo The Blood of Dawnwalker avrà un'ambientazione diversa dal pimo capitolo, forse addirittura moderna.