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Bambu Lab condannata negli USA: cosa succede ora?
Una giuria federale del Texas ha stabilito che Bambu Lab ha violato quattro brevetti di Stratasys, riconoscendo all'azienda statunitense circa 27,6 milioni di dollari di danni pregressi. Il verdetto è arrivato dopo un processo di una settimana davanti alla Corte distrettuale per il Distretto Est del Texas, sede di Marshall, e chiama in causa le stampanti delle serie X1, P1 e A1, cioè la prima generazione di macchine con cui il marchio cinese si è imposto sul mercato consumer. La causa era stata depositata nell'agosto 2024 contro quattro società collegate al gruppo, tra cui Shenzhen Tuozhu Technology e Bambulab Limited.
I brevetti riconosciuti validi e violati riguardano due tecnologie diffuse in tutto il settore: la prime tower (la torretta di spurgo usata nelle stampe multicolore per pulire l'ugello a ogni cambio filamento) e il rilevamento della forza impiegato per la calibrazione automatica del piano. La giuria ha giudicato la violazione volontaria, ma il giudice Rodney Gilstrap non ha applicato il triplo dei danni né ha concesso l'ingiunzione chiesta da Stratasys: le stampanti restano quindi in vendita e chi ne possiede una non subisce alcuna conseguenza.
La partita, però, non è chiusa. Resta in sospeso la contestazione legata a un quinto brevetto e un secondo procedimento non ancora calendarizzato, mentre in parallelo il PTAB, l'organo dell'ufficio brevetti americano, ha invalidato rivendicazioni di altri due titoli di Stratasys. Bambu Lab ha ringraziato la giuria per il lavoro svolto e può ancora appellarsi; Stratasys, dal canto suo, ha rivendicato la difesa del proprio portafoglio di proprietà intellettuale, costruito sull'invenzione stessa della tecnologia FDM a fine anni Ottanta.
Nel 2025 Bambu Lab ha superato Creality nel segmento sotto i 2.500 dollari, arrivando secondo i dati Context a una quota del 37% nella fascia entry-level, davanti anche a Elegoo e Anycubic, in un mercato tornato a crescere del 26% su base annua. Il successo non dipende solo dal prezzo: l'azienda ha portato nel consumer velocità elevate, calibrazione automatica e un sistema multimateriale, l'AMS, che ha reso banale una stampa a più colori prima riservata agli smanettoni.
A questo si aggiunge un ecosistema chiuso ma efficace, con il software proprietario, la piattaforma di modelli MakerWorld e aggiornamenti costanti, che riduce la curva di apprendimento e trattiene gli utenti. È proprio questa formula, però, a poggiare su soluzioni tecniche che altri avevano brevettato anni prima. Non a caso i concorrenti stanno cercando strade alternative: Prusa, con il cambio utensile INDX, ha eliminato del tutto la torretta di spurgo per ridurre gli scarti. Per Bambu Lab il conto da pagare è gestibile, ma i prossimi modelli dovranno aggirare tecnologie ormai off limits.
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