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GTA 6, 192GB di file leakati sul web: c'è di tutto
Un archivio da circa 192 GB di materiale di sviluppo Rockstar Games è finito in circolazione pubblica a metà settembre 2026, dopo anni passati in canali privati ristretti. I file non arrivano da un nuovo attacco informatico, ma dalla violazione subita dallo studio nel 2022, quella che portò online una novantina di video di lavorazione di GTA VI e che è stata attribuita ad Arion Kurtaj, hacker legato al gruppo Lapsus$. Modder e dataminer, tra cui l'utente TJGM su X, stanno tuttora setacciando il pacchetto, che comprende codice sorgente, strumenti interni, asset inutilizzati e materiale di debug di Grand Theft Auto V.
La scoperta più discussa riguarda l'espansione di Liberty City mai pubblicata, un progetto di cui si parlava da oltre dieci anni senza prove concrete. Caricando i dati delle zone audio e della mappa nell'editor CodeWalker, gli appassionati hanno ricostruito un perimetro urbano che risulta sensibilmente più esteso rispetto alla Liberty City vista in GTA IV, accompagnato da dati di test del terreno. Nell'archivio compaiono anche i contenuti del DLC single player Agent Trevor: nomi e ordine delle missioni, tracce musicali separate, tute spaziali, un'astronave, una villa mediorientale e un'enorme struttura sotterranea, con riferimenti a trame legate a CIA, Corea, Russia e spazio. Viene citato inoltre un DLC a tema zombie incentrato sui figli di Michael De Santa, oltre a veicoli mai completati come un robot artificiere e una mietitrebbia.
Tra i file audio spicca poi una versione differente del finale: scegliendo l'opzione A, Trevor non sarebbe morto nell'autocisterna in fiamme, bensì schiantandosi contro un serbatoio di azoto liquido, congelandosi e frantumandosi. Sono emersi anche dialoghi scartati, compreso uno scambio tra Brucie Kibbutz di GTA IV e Franklin. In pratica, l'insieme restituisce l'immagine di un piano di espansioni narrative poi accantonato quando Rockstar spostò le risorse su GTA Online e Red Dead Redemption 2.
Sul fronte del sequel serve invece cautela. Gli asset di GTA VI presenti nel dump sono blockout a bassissima risoluzione, alcuni riconducibili al 2014-2015 e apparentemente costruiti partendo da immagini satellitari e Street View, con aree di Leonida come l'aeroporto, uno stadio e i moli caricabili dentro GTA V. Rockstar non ha confermato l'autenticità dell'archivio e quei prototipi non rispecchiano la mappa definitiva. Il gioco resta atteso per il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X|S, mentre per la versione PC non esiste ancora una data.
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