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Torna il Game Boy in versione mini: scorte già finite
Il 18 settembre 2026 le cartucce originali Game Boy sono tornate al centro di una nuova console portatile: FPGB Mini, messa in vendita da FunnyPlaying, ha esaurito il lotto promozionale di 20 unità in circa dieci minuti. Costava 69 dollari invece degli 89 di listino, ma il dato più importante non è la rapidità dell’esaurimento: è la scelta di costruire un apparecchio moderno attorno al supporto fisico che definì il Game Boy.
FPGB Mini non è un prodotto Nintendo, né è affiliato o approvato dalla casa giapponese. È una console indipendente che utilizza hardware FPGA per riprodurre la logica di Game Boy e Game Boy Color quando vengono inserite cartucce originali. Non si limita quindi a richiamare forme e colori del passato: conserva il gesto concreto di scegliere una cartuccia, inserirla nello slot e avviare quel gioco.
Lo slot a 32 pin accetta cartucce Game Boy e Game Boy Color, con un limite fisico importante: Game Boy Camera, cartucce allungate e alcuni modelli dalla forma speciale non entrano. In alternativa, FPGB Mini può avviare file ROM da una scheda microSD FAT32 fino a 32 GB, utilizzata anche per salvataggi e aggiornamenti del firmware.
Il salto tecnico rispetto all’hardware storico è evidente. Lo schermo è un IPS TFT da 2,98 pollici e 800 × 720 pixel, capace di visualizzare 16,7 milioni di colori, mentre l’orologio RTC gestisce gli eventi temporali di giochi come Pokémon. Il corpo misura 113 × 64 × 22 mm e pesa circa 135 grammi con la batteria rimovibile da 1.800 mAh.
Il confronto parte dal 21 aprile 1989, quando Nintendo lanciò il Game Boy in Giappone. Nato nel reparto di sviluppo diretto da Gunpei Yokoi, il portatile adottava uno schermo monocromatico da 160 × 144 pixel con quattro tonalità di grigio. Fu una scelta deliberata: l’LCD consumava meno di uno schermo a colori e restava leggibile alla luce solare.
Il primo Game Boy misurava 90 × 148 × 32 mm, pesava circa 300 grammi con le pile e prometteva circa 15 ore di autonomia con quattro AA. Robustezza, durata, cartucce intercambiabili e comandi semplici componevano un progetto poco appariscente sul piano tecnico, ma estremamente coerente con l’idea di gioco portatile.
Nello stesso 1989 il Game Boy arrivò negli Stati Uniti, dove Tetris, Super Mario Land e il gioco tramite cavo link contribuirono a definirne l’identità. Il 26 febbraio 1996 Pokémon Rosso e Verde debuttarono in Giappone, rilanciando commercialmente una piattaforma ormai vicina alla conclusione del ciclo previsto.
Nintendo ridusse ingombro e peso con Game Boy Pocket, commercializzato in Giappone il 21 luglio 1996, poi introdusse il colore il 21 ottobre 1998 con Game Boy Color senza abbandonare le precedenti cartucce. Nel 2000 la famiglia superò i 100 milioni di console vendute; il totale mondiale avrebbe raggiunto 118,69 milioni di sistemi e 501,11 milioni di copie software.
Il 21 marzo 2001 arrivò in Giappone Game Boy Advance, successore a 32 bit compatibile con gran parte del catalogo GB e GBC. Molto più tardi, l’8 febbraio 2023, la raccolta Game Boy per Nintendo Switch Online ha riproposto quei giochi con salvataggi rapidi, riavvolgimento e filtri visivi ispirati a Game Boy, Pocket e Color. FPGB Mini segue una strada diversa: non parte soltanto dal catalogo, ma dalle cartucce che lo custodiscono.
La differenza più netta riguarda l’energia. FPGB Mini dichiara 4–6 ore di autonomia e richiede circa 2–3 ore per una ricarica completa a 5 V/1 A: molto meno delle circa 15 ore offerte dal Game Boy originale, sebbene qui la batteria sia ricaricabile e rimovibile. La confezione comprende la console e una custodia rigida protettiva.