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Trump vuole un filtro politico sui fondi alla ricerca: cure a rischio?
L'amministrazione di Donald Trump starebbe preparando un ordine esecutivo per affidare a un comitato di nomina politica il controllo sui finanziamenti assegnati dai National Institutes of Health. L'organo potrebbe approvare o bloccare i grant selezionati dall'agenzia sanitaria statunitense, modificando un sistema nel quale la valutazione scientifica è affidata principalmente a esperti indipendenti. Il provvedimento, tuttavia, non è ancora stato pubblicato.
Il NIH dispone di un bilancio superiore a 40 miliardi di dollari e sostiene studi su cancro, malattia di Alzheimer, patologie cardiovascolari e numerosi altri problemi sanitari. Un controllo aggiuntivo sui grant potrebbe quindi influire sulle priorità della ricerca biomedica e sui progetti dai quali possono nascere nuovi strumenti diagnostici, interventi preventivi o terapie. Non cambierebbe direttamente le cure già approvate, ma inciderebbe sul lavoro scientifico che precede il loro sviluppo.
Storicamente, le proposte presentate al NIH attraversano più fasi di esame e vengono analizzate attraverso la peer review. I ricercatori devono descrivere obiettivi, metodi, costi e risultati attesi, mentre commissioni composte da specialisti valutano qualità, fattibilità e potenziale impatto. Arthur Caplan, professore emerito alla Grossman School of Medicine della New York University ed ex componente di comitati consultivi del NIH, ha definito pericolosa l'aggiunta di un livello di supervisione guidato dall'ideologia.
Un cambiamento simile era già stato proposto dall'Office of Management and Budget, suscitando critiche da parte di scienziati e organizzazioni nazionali. Nei giorni scorsi il Congresso ne ha bloccato temporaneamente l'entrata in vigore. Il nuovo ordine presidenziale, se confermato nella forma anticipata, introdurrebbe il controllo politico direttamente nel percorso con cui vengono autorizzati i finanziamenti dell'agenzia.
Nel comitato dovrebbero sedere il direttore dell'OMB Russell Vought, sostenitore del Project 2025, e il direttore del NIH Jay Bhattacharya. Jennifer Jones, direttrice del Center for Science and Democracy presso la Union of Concerned Scientists, sostiene che i grant debbano essere giudicati in base alla competenza scientifica e non all'orientamento politico. Anche Stand Up for Science teme che il meccanismo consenta a funzionari non scientifici di intervenire dopo la valutazione degli esperti.
La proposta si inserisce in una serie di iniziative con cui la seconda amministrazione Trump ha cercato di ridurre i finanziamenti federali destinati alla ricerca. Tra gli ambiti colpiti figurano gli studi sulle disparità razziali nella salute, le questioni LGBTQ+ e il cambiamento climatico. L'amministrazione ha inoltre tentato, senza ottenere finora il risultato previsto, di congelare fondi federali destinati alla Harvard University, accusata di non avere contrastato adeguatamente l'antisemitismo nel campus.
Un portavoce del NIH ha dichiarato che l'agenzia resta impegnata nella propria missione di finanziare la ricerca biomedica a beneficio della popolazione statunitense. Finché l'ordine esecutivo non sarà pubblicato, composizione, poteri e criteri operativi del comitato restano elementi di un piano riferito ma non ancora formalizzato.
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