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DEEPX testa nuovi chip per smart glasses: durerà di più la batteria?
La sudcoreana DEEPX avrebbe avviato di recente un proof of concept con un produttore statunitense di occhiali intelligenti. Il progetto deve verificare se il chip dell'azienda riesca a sostenere le funzioni di intelligenza artificiale senza penalizzare eccessivamente autonomia e temperature, due vincoli centrali per dispositivi progettati per essere indossati a lungo.
La sperimentazione riguarda una NPU a basso consumo, cioè un processore specializzato nell'esecuzione delle reti neurali. Il test considera tre parametri collegati tra loro: consumo energetico, comportamento termico e capacità di calcolo AI. Aumentare le prestazioni senza controllare gli altri due aspetti renderebbe infatti più difficile integrare il componente in una montatura leggera.
Le prestazioni termiche hanno un peso particolare negli occhiali, dove lo spazio disponibile per batteria, dissipazione e componenti elettronici è molto ridotto. Il calore generato dal processore deve inoltre essere gestito vicino al volto dell'utente, rendendo poco praticabili le soluzioni di raffreddamento normalmente utilizzate in smartphone, notebook o altri dispositivi più grandi.
Una NPU efficiente può gestire operazioni di elaborazione AI direttamente sul dispositivo, riducendo la necessità di trasferire continuamente dati verso servizi remoti. Questa impostazione, spesso indicata come inferenza on-device, può aiutare a contenere latenza e traffico di rete, oltre a rendere alcune funzioni disponibili anche quando la connessione non è stabile.
Il tema dell'autonomia accomuna l'intera categoria degli smart glasses, nella quale fotocamere, microfoni, connettività e algoritmi devono condividere una batteria di dimensioni contenute. Il compromesso emerge anche nel confronto tra le diverse tipologie di occhiali intelligenti, che mostra quanto dotazione hardware e modalità d'uso possano cambiare da un prodotto all'altro.
Il coinvolgimento di un produttore statunitense porta il chip fuori dal solo contesto di laboratorio e lo sottopone ai vincoli di una piattaforma indossabile concreta. Un proof of concept viene utilizzato proprio per valutare l'integrazione preliminare di un componente, verificando se consumi, temperature e prestazioni siano compatibili con il progetto prima di un'eventuale selezione commerciale.
Al momento non sono stati comunicati il nome del partner, i risultati misurati, la durata della prova o un miglioramento quantificato della batteria. L'esito del test dovrà quindi mostrare se l'architettura hardware di DEEPX possa offrire un vantaggio sufficiente per passare dalla sperimentazione all'integrazione in una futura generazione di occhiali.
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