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L'ex tipografia delle Pagine Gialle diventa un maxi data center da 576 MW
Il fondo immobiliare LCP ha depositato in municipio a Moncalieri il piano esecutivo convenzionato per trasformare l'ex tipografia Ilte in un campus di data center da quattro edifici e 576 megawatt di potenza elettrica complessiva. L'operazione arriva sei mesi dopo il primo via libera del Comune e porta l'investimento previsto oltre i 4,5 miliardi di euro, con una stima occupazionale fra 400 e 500 posti. Gli atti del progetto sono stati resi noti dalla cronaca locale nei giorni scorsi.
L'area aveva chiuso nel 2016, dopo oltre quarant'anni di stampa di quotidiani, riviste e Pagine Gialle. Una consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ha già chiesto garanzie pubbliche su consumi ed emissioni prima di procedere, mentre il Piemonte da solo somma 71 richieste di connessione alla rete elettrica per 14,52 gigawatt complessivi, più della sua intera potenza installata.
Il piano descrive quattro edifici su 270mila metri quadrati, con 384 megawatt dedicati al carico IT vero e proprio: il resto della potenza complessiva copre raffreddamento, ridondanza elettrica e servizi accessori dell'impianto.
LCP, fondo immobiliare internazionale, aveva comprato l'area nel 2022 per 9 milioni di euro dal tribunale fallimentare di Roma, quando la tipografia era già ferma da sei anni. Il progetto iniziale per il sito era un polo logistico: è tramontato a marzo 2026, quando il Comune ha dato un primo assenso a una destinazione diversa, orientata a data center e intelligenza artificiale. TS TorinoSud aveva già pubblicato le stesse cifre due giorni prima del deposito in Comune.
Per quarant'anni quelle rotative hanno stampato l'elenco telefonico che diceva dove trovare un idraulico o un ristorante in città. Ora, nello stesso perimetro, i server risponderanno alla stessa domanda in una frazione di secondo, senza carta e senza inchiostro.
Il progetto di Moncalieri è un caso distinto dal piano da 8 miliardi che il governo ha dichiarato strategico per due poli in Lombardia e Piemonte: un data center di Equinix in Lombardia e il Cavour Hyperscale Campus a Trino, nel Vercellese. LCP resta fuori da quell'elenco: il suo è un investimento privato che segue l'iter amministrativo del Comune di Moncalieri. Ne avevamo raccontato i cantieri quando il Consiglio dei ministri li ha definiti strategici.
Le 71 richieste di connessione presentate in Piemonte valgono complessivamente 14,52 gigawatt, più della potenza installata nell'intera regione. A livello nazionale la cifra sale a 95 gigawatt, e Terna ne considera irrealistica la gran parte: prenotazioni di capacità che quasi mai diventano un cantiere vero. Moncalieri, con i suoi 576 megawatt già scritti in un piano esecutivo depositato in Comune, è uno dei pochi casi che ha già superato quella soglia.
Molte di quelle richieste sono solo posizioni prenotate da sviluppatori in cerca di un acquirente, senza un piano industriale alle spalle: lo abbiamo già raccontato a proposito delle domande fantasma presentate in tutta Italia. Il piano esecutivo depositato per Moncalieri è invece un atto tecnico e vincolante, nello stesso ordine di grandezza degli altri poli da oltre 500 megawatt già in cantiere nel paese. Un piano esecutivo convenzionato non è una dichiarazione di intenti: fissa opere pubbliche, oneri di urbanizzazione e tempi di realizzazione che il Comune può far rispettare per contratto, il passaggio che separa un progetto sulla carta da un cantiere reale.
Il meccanismo dietro l'ingorgo delle domande è noto: chi vuole costruire un data center può prenotare capacità di rete con anni di anticipo, anche prima di avere un progetto definito, un finanziamento o un cliente. Il risultato è un elenco gonfiato da posizioni speculative, che Terna e i gestori regionali devono ora setacciare per capire quali diventeranno davvero cantieri. Finché quella selezione non è fatta, la rete pianifica potenziamenti su una domanda che in parte non si materializzerà mai, e rischia di restare indietro proprio sui progetti concreti