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RAM e SSD più cari frenano il mercato PC come non accadeva da anni
Una nuova stima di mercato indica che il rialzo dei prezzi di RAM e SSD sta frenando gli acquisti di nuovi computer con un'intensità che non si vedeva da quasi tre anni. Il punto critico è semplice: quando memoria e storage assorbono una quota maggiore del costo di produzione, i PC più economici diventano i primi a perdere margine, disponibilità e appeal per famiglie, scuole e aziende.
La previsione parla di una contrazione del 14,4% nelle consegne dell'intera industria, con il segmento dei notebook entry-level destinato a subire l'impatto più duro. Nel primo trimestre, le unità sotto i 500 dollari sono già scese del 18,7% su base annua, un dato che mostra quanto il rincaro dei componenti stia comprimendo proprio la fascia che storicamente tiene alto il volume del mercato PC.
Il problema non riguarda solo il prezzo finale a scaffale. Le stime citate indicano che la memoria potrebbe arrivare a rappresentare il 23% della distinta base di un computer, contro il 16% dell'anno precedente. In pratica, una parte crescente del budget industriale finisce su componenti come DRAM e unità di archiviazione, lasciando meno spazio per CPU, display, chassis, batteria e margini commerciali.
Questa pressione si inserisce in un contesto già teso per i produttori di memoria: la stessa dinamica emersa nella crisi di disponibilità della RAM evidenziata da Micron si riflette ora sulla fascia bassa dei portatili, dove pochi dollari di differenza possono decidere se un modello resta sotto una soglia psicologica o viene riposizionato più in alto.
Il caso dei laptop economici è il più evidente. Apple aveva spiazzato il mercato con MacBook Neo, un portatile dal design premium proposto inizialmente a 599 dollari, o 499 dollari per gli studenti. Il successivo aumento dei listini ha però portato il modello a 699 dollari, rendendolo ancora accessibile rispetto ad altri MacBook, ma meno vicino alla fascia di prezzo che molte famiglie considerano sostenibile.
Anche i concorrenti faticano a mantenere prezzi aggressivi. Dell ha introdotto un modello budget basato su processori Intel Core Series 3, ma queste configurazioni finiscono spesso sopra la soglia dei 500 dollari. Quando il costo dei componenti sale, i produttori possono ridurre le specifiche, assorbire margini più sottili o aumentare il prezzo: nessuna delle tre opzioni aiuta davvero il volume.
La domanda consumer dovrebbe calare dell'11,2%, ma resta paradossalmente il settore più solido tra desktop e notebook. Le consegne verso enti governativi sono attese in flessione del 12,4%, quelle commerciali ed enterprise del 13,3%, mentre il comparto education rischia un tonfo del 28,8%. Per scuole e programmi pubblici, dove il prezzo unitario è decisivo, il rincaro di memoria e storage pesa più che altrove.
Il quadro dei produttori è disomogeneo. Dell e Lenovo hanno chiuso il trimestre in crescita, rispettivamente dell'1,1% e dell'1,2%, spinte soprattutto dalle vendite consumer. HP, Acer e Apple hanno invece registrato cali nelle consegne, pari al 21,6%, 5,4% e 1,6%. Se i costi dei componenti resteranno elevati, la fascia entry-level dei PC rischia di assottigliarsi ulteriormente.
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