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Overtourism. Boom dei voli low cost aumenta la crisi abitativa: fino a 250€ di rincari sugli affitti
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La crescita incontrollata del turismo, favorita dall’aumento del traffico aereo, specialmente quello a basso costo, sta alimentando una crisi abitativa insostenibile in tutta Europa.
In alcune delle destinazioni più popolari, come Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, l’elevata affluenza turistica ha scatenato proteste da parte dei residenti, specialmente nei mesi estivi di alta stagione, in cui è più evidente la carenza di alloggi a prezzi accessibili
Una nuova analisi di T&E – gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti – ha commissionato a New Economics Foundation (NEF) – rileva che gli affitti medi annui nelle cinque maggiori economie europee dipendenti dal turismo (Italia, Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo) dovrebbero aumentare fino a 250 euro all’anno nei prossimi cinque anni (2026-2031) come effetto dell’incremento del turismo aereo. A risentire di questi aumenti, sarebbero principalmente le famiglie a basso reddito che non riescono a tenere il passo con i costi degli affitti.
La maggior parte degli approcci di valutazione dell’impatto economico nel settore dell’aviazione non tiene conto degli effetti sui prezzi degli immobili e degli affitti, anche laddove tali conseguenze siano in cima all’agenda politica. Secondo lo studio, non riconoscere in che misura la crescita del traffico aereo alimenti il sovraffollamento turistico e i suoi impatti sulle comunità comporterà una risposta governativa limitata e inefficace.
l’Irlanda dovrebbe registrare l’aumento maggiore, con un incremento degli affitti medi annui pari a 250 €. In termini relativi, si prevede che Grecia, Portogallo, Spagna e Italia registreranno gli aumenti più consistenti, con incrementi degli affitti medi annui compresi tra 130 € e 220 €.
Lo studio evidenzia che le regioni europee dove si sono manifestate le reazioni locali più intense contro il sovraffollamento turistico, come le Isole Baleari, Creta e Madeira, registrano quasi sempre i volumi più elevati di arrivi stranieri per abitante, con la stragrande maggioranza dei viaggiatori che arriva in aereo. Il trasporto aereo è responsabile, secondo le stime, del 52% delle emissioni dirette dell’industria turistica globale e di gran parte della crescita delle emissioni del settore. In Europa, si prevede che le emissioni derivanti dagli arrivi turistici internazionali in aereo aumentino di oltre il 60% tra il 2016 e il 2030.
Nonostante la crescente preoccupazione per l’impatto del turismo sulle comunità locali e i rischi climatici per la regione, i governi europei continuano a puntare con decisione sulla crescita trainata dalla mobilità aerea e dal turismo. La Spagna ha stanziato 12,8 miliardi di euro per investimenti aeroportuali, compreso l’ampliamento degli aeroporti di Barcellona e Madrid. Atene sta attualmente realizzando un progetto di ampliamento da 1,3 miliardi di euro per aumentare del 25% la capacità annuale di passeggeri, mentre a Lisbona sono in corso lavori di ampliamento dei terminal.
«Questo studio dimostra che non possiamo separare le proteste contro il turismo dall’ondata di voli che lo sostiene. Cercare di gestire il sovraffollamento turistico espandendo contemporaneamente gli aeroporti di Dublino, Barcellona o Lisbona è una battaglia persa», afferma Denise Auclair, responsabile della campagna “Travel Smart” di T&E. «Se i governi intendono davvero garantire ai loro cittadini alloggi a prezzi accessibili, e raggiungere gli obiettivi climatici, devono porre immediatamente un freno all’espansione degli aeroporti e riconsiderare le strategie relative al turismo e alla connettività dei trasporti», conclude Auclair.
L’analisi mostra inoltre che la crescita del trasporto aereo non si traduce necessariamente in salari migliori per i lavoratori. Infatti, i Paesi con il maggior volume di arrivi turistici aerei, come Italia, Spagna e Francia, hanno registrato i risultati peggiori in termini di salari reali per