// EVERYEYE.IT — GAMING
Non solo Pinocchio e La Divina Commedia: ecco altre opere italiane che meriterebbero di diventare un videogioco
Nel corso degli anni alcune opere italiane - come La Divina Commedia o Pinocchio di Collodi - hanno ispirato diversi sviluppatori di videogiochi, che ci hanno fornito titoli come Lies of P o Dante's Inferno.
Spesso si tratta di capitoli apprezzati e recensiti positivamente sia dalla critica che dal pubblico, ma bisogna anche dire che della lunga lista di opere presenti in letteratura, gli sviluppatori prendono ispirazione sempre dalle stesse storie, non sfruttando le enormi potenzialità esistenti presenti nel "catalogo" italiano.
A differenza infatti delle opere inglesi e francesi, che hanno ispirato un maggior numero di videogiochi, le opere italiane non sono riuscite propriamente a sfondare nel panorama internazionale, tanto da raggiungere altri media.
Prendiamo per esempio opere come "L'Orlando furioso" dell'Ariosto o "La Gerusalemme liberata" di Tasso. Lo sappiamo, sono opere complesse risalenti a secoli fa, ma in passato hanno già saputo ispirare altre opere e altri autori. Basti pensare che Miura - il padre del manga Berserk - dichiarò in passato di aver studiato anche queste opere, per rappresentare degnamente la sua versione dark fantasy dell'Europa medievale.
Entrambe queste due opere potrebbero essere utilizzate per produrre un gioco stile Elden Ring o anche solo un classico rpg alla The Witcher, con protagonista un Orlando che ha perso la memoria e comincia a trucidare tutti i nemici che gli capitano a tiro.
Passando a libri usciti più recentemente, un altro titolo che potrebbe addirittura dar vita a una serie è "Il nome della Rosa", di cui si è festeggiato di recente il quarantennale del film. In realtà abbiamo già avuto due giochi che in una certa maniera ricordano il romanzo di Eco, ovvero l'acclamato Pentiment e La abadía del crimen. Sarebbe però molto interessante avere una vera e propria serie avente come protagonista Guglielmo da Baskerville, il protagonista del romanzo, interpretato da Sean Connery nel film, magari durante le sue avventure giovanili.
Considerando inoltre il successo internazionale della serie di Montalbano, come mai non si è mai riusciti a produrre un videogioco su questo personaggio di Camilleri?
Come detto all'inizio, le chance offerte dalla letteratura italiana sono molte, non considerando inoltre quei miti che non sono mai stati trasposti in forma videoludica, come il racconto del viaggio di Enea.
Questo testo include collegamenti di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione in linea con la nostra pagina etica. Le tariffe potrebbero variare dopo la pubblicazione dell'articolo.