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Bimbo investito a Torino, per il gip rischio di inquinamento delle prove
Il rischio che Camilla D'Alessandra
possa inquinare le prove, entrando in contatto anche
indirettamente con persone ancora da sentire nell'inchiesta, è
una delle ragioni che hanno portato il gip di Torino a disporre
la custodia cautelare in carcere per la ventiquattrenne accusata
di avere investito un bambino di cinque anni.
Nell'ordinanza il giudice sottolinea che sono ancora in corso
accertamenti e che devono essere approfonditi alcuni aspetti
della ricostruzione dei fatti. Secondo il gip, la giovane
potrebbe interferire con l'attività investigativa, anche
attraverso contatti con persone a conoscenza della vicenda, per
concordare versioni favorevoli alla propria posizione.
Il magistrato richiama, tra gli elementi a sostegno del
pericolo di inquinamento probatorio, anche quanto dichiarato
dalla stessa indagata in merito ai contatti avuti dopo
l'investimento. Un rischio ritenuto concreto alla luce dei
rapporti personali tra le persone coinvolte e della possibilità
di comunicare anche indirettamente con eventuali testimoni.
Per il gip, gli arresti domiciliari non sarebbero sufficienti
a impedire queste interferenze. La possibilità di utilizzare
strumenti telefonici o telematici renderebbe infatti difficile
garantire che D'Alessandra non possa entrare in contatto con
persone ancora da ascoltare.
Nell'ordinanza viene inoltre evidenziato il pericolo di
reiterazione di condotte violente. Il giudice ha quindi ritenuto
la custodia cautelare in carcere l'unica misura adeguata.
Bimbo investito a Torino, per il gip rischio di inquinamento delle prove
TORINO,
30 settembre 2026, 16:11
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