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Battery swap per tutti, la mossa da milioni che unisce Geely e Nio
Scambio di quote, reti aperte e migliaia di nuove stazioni: così Geely e Nio vogliono dire addio ai tempi d'attesa alla spina portando il battery swap a tutti
I rumor si rincorrevano da mesi, ma ora c’è l’accordo ufficiale. Geely e Nio hanno stretto un’alleanza strategica che punta a fare una cosa sola. Trasformare il battery swap, finora un’esclusiva per pochi, nello standard di riferimento per l’intero mercato dell’auto elettrica in Cina.
La mossa? Diciamo pure di quelle che contano. E passa da uno scambio di quote incrociato. In sostanza. Da un lato Geely entra in Nio Power al 30%, mettendo sul piatto la propria divisione Yiyi Power (valutata al 100%) e aggiungendo un assegno di ben 640 milioni di yuan, all’incirca 94,1 milioni di dollari. Con questo passaggio, la gestione delle stazioni per veicoli commerciali passa interamente in mano a Nio.
Dall’altro lato, Nio rileva il 10% di Haohan Power, il braccio operativo di Geely sul fronte ricarica. Il risultato? Reti aperte e piena “inter-operabilità” per gli automobilisti.
Non è solo però una mossa finanziaria. L’intesa di fatto fissa una tabella di marcia industriale precisa. I due gruppi lavoreranno a “quattro mani" per sviluppare standard unificati pensati per le auto private. Geely progetterà quindi una nuova linea di modelli nativamente compatibili con la tecnologia di cambio rapido, mentre Nio Power garantirà la rete e l’assistenza.
E poi ci sono gli obiettivi, che sul mercato cinese fanno sempre la differenza. Entro il 2030 Nio punterà a gestire 10.000 stazioni di battery swap, con un consumo energetico stimato oltre i 10 miliardi di kWh all’anno. Geely, dal canto suo, accelererà sulle colonnine classiche. Ambizione finale? Piazzare 22.000 stazioni e 100.000 punti di ricarica entro la fine del 2027, coprendo ogni singola contea del Paese.
Fino a ieri Geely si muoveva nel panorama del battery swap in modo quasi invisibile al grande pubblico. Poiché attraverso Yiyi Power gestiva sì circa 470 stazioni in tutta la Cina, ma con un target ben specifico. Solo taxi e flotte per il ride-hailing. L’accordo con Nio ora chiude il cerchio. Portando quella stessa tecnologia nel mercato delle auto private su scala di massa.