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Lo storage elettrico europeo cresce con il nuovo progetto Vopak
Royal Vopak ha completato l'acquisizione della quota di controllo di Green Energy Storage e, in parallelo, ha approvato l'investimento finale per un grande sistema di batterie nei Paesi Bassi. L'operazione porta il gruppo olandese, storicamente legato allo stoccaggio di liquidi, gas e prodotti energetici, dentro un segmento sempre più centrale per reti elettriche sotto pressione: lo storage su scala utility.
Il dato chiave è la partecipazione: Vopak detiene ora il 79% di GES e ha già concordato i termini per rilevare il restante 21% entro due anni dalla chiusura. La società sarà quindi consolidata nei conti del gruppo dal mese di luglio, trasformando una partnership industriale in una piattaforma controllata.
L'investimento complessivo dichiarato per l'acquisizione e per il progetto di Oosterhout è di circa 230 milioni di euro. Non si tratta solo di finanza: Vopak porta esperienza nella gestione di infrastrutture critiche, mentre GES aggiunge una pipeline di progetti e competenze su autorizzazioni, costruzione, finanziamento e gestione operativa dei sistemi di accumulo.
Il primo asset su cui si concentra la nuova struttura è il progetto Oosterhout, un BESS da 200 MW / 800 MWh con durata di quattro ore. Collegato alla rete ad alta tensione, l'impianto è pensato per assorbire e rilasciare energia quando produzione rinnovabile e domanda non coincidono, riducendo congestioni che nei Paesi Bassi stanno diventando un vincolo industriale.
La parte commerciale è altrettanto indicativa della direzione del mercato: Greenchoice userà il 50% della capacità tramite un accordo di tolling di otto anni. Per Vopak significa combinare ricavi contrattualizzati con una quota di esposizione al mercato elettrico, un equilibrio ormai ricorrente nei progetti di accumulo di taglia utility.
La costruzione partirà a breve e l'entrata in esercizio commerciale è prevista nella prima metà del 2028. L'accelerazione dello storage si inserisce in una trasformazione più ampia dell'infrastruttura energetica europea: la stessa esigenza di affidabilità che emerge nelle soluzioni per il trasporto elettrico pesante torna qui su scala di rete, dove il problema non è produrre più energia, ma renderla disponibile nel momento giusto.
Per GES, l'ingresso di Vopak offre spalle finanziarie più larghe e accesso a competenze da operatore infrastrutturale globale. Per Vopak, invece, le batterie diventano una naturale estensione del mestiere storico dello stoccaggio: non più solo molecole nei terminali portuali, ma anche elettroni gestiti come asset strategici della transizione energetica.
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